Il futuro dell’Europa passa per la capacità dei territori di trattenere i propri talenti. È questo il messaggio centrale lanciato da Loredana Capone, esponente del Partito Democratico e membro del Comitato Europeo delle Regioni, durante il suo intervento in Commissione Europea. L’occasione è stata la consultazione pubblica dedicata alla definizione della strategia europea sul «Right to stay» (il diritto a restare), promossa dal commissario Raffaele Fitto.
Capone ha esordito con un richiamo forte alle proprie radici: «Vengo da una terra che da anni lotta per diventare terra di opportunità e non di emigrazione. Nessuno dovrebbe essere costretto a lasciare il proprio territorio per mancanza di prospettive». Una dichiarazione che sposta l’accento dalla libertà di movimento al diritto, altrettanto fondamentale, di poter costruire un futuro dignitoso nel proprio luogo d’origine.
Il quadro delineato da Capone per l’Italia è preoccupante. Tra il 2011 e il 2024, oltre 630mila giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il Paese. «Non è solo una questione demografica – ha sottolineato – ma una perdita inestimabile di competenze, energie e visione. I principi della strategia europea sono condivisibili, ma devono tradursi in investimenti reali su lavoro, infrastrutture e coesione sociale».
Per l’esponente dem, la risposta non può essere solo teorica. In questo senso, la Regione Puglia si candida a fare da battistrada. Capone ha citato la strategia «Mare a sinistra», lanciata nel 2023, e la recente «Legge sui Talenti» approvata dal Consiglio Regionale. L’obiettivo è chiaro: attrarre competenze internazionali, favorire il rientro dei pugliesi emigrati e potenziare l’ecosistema produttivo, includendo le aree interne spesso dimenticate.
In chiusura, Capone ha ribadito la necessità di risorse adeguate per evitare che il diritto a restare rimanga un privilegio per pochi: «Servono politiche di coesione più forti affinché le opportunità non diventino nuove disuguaglianze. Questo è il significato concreto del diritto a restare». Un monito che ora attende di essere recepito nelle prossime direttive di Bruxelles.









