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Il fatto di Enzo Magistà, il medico di famiglia sta cambiando

Il fatto di Enzo Magistà, il medico di famiglia sta cambiando

La riforma del medico di famiglia va avanti. L’altro giorno, a Roma, è stata siglata la prima intesa fra il ministro della salute e le regioni.

Al più presto il governo emanerà un decreto legge che fisserà i due principi cardine della riforma: il medico di famiglia dovrà lavorare per legge anche nelle Case di Comunità, e le Regioni carenti potranno assumerne di nuovi.

Tutti gli altri aspetti della riforma, dalla retribuzione all’istituzione della specializzazione in medicina generale, saranno oggetto di una legge che verrà scritta e approvata successivamente.

Fra le altre regole che saranno introdotte c’è l’elevazione dell’età pediatrica, che salirà a 18 anni. Sarà avviato il processo che porterà, gradualmente, al passaggio dalle convenzioni Regione-medico all’assunzione di questi ultimi.

Il nuovo sistema promette di migliorare la qualità e la quantità del servizio offerto ai cittadini, e consentirà l’abbattimento delle liste d’attesa e, si spera, un risparmio sui costi della sanità. Ma le incognite che gravano sulla sua effettiva realizzazione sono tante. Intanto i medici di famiglia, non sembrano proprio contenti di una riforma che non conoscono e non sembra essere stata discussa con loro.

Poi c’è la grande incognita delle Case di Comunità. Il decreto legge prevederà che le regioni le attivino al massimo entro due-tre mesi dalla pubblicazione del decreto. In Puglia le stiamo aspettando da quattro-cinque anni.