Si è conclusa sulle coste di Creta, almeno per la stragrande maggioranza dell’equipaggio, la traversata della Global Sumud Flotilla, la flotta di attivisti diretta a Gaza che era stata intercettata e bloccata dalle forze navali israeliane nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi nel mezzo del Mediterraneo.
Questa mattina, circa 175 attivisti sono sbarcati nel sud-est dell’isola greca. Sotto la stretta vigilanza della Guardia costiera ellenica, i passeggeri – visibilmente provati dopo il blitz in mare aperto – sono stati fatti salire a bordo di quattro autobus e trasferiti verso una destinazione che le autorità locali, al momento, mantengono rigorosamente riservata, come riportato dai cronisti dell’agenzia Afp presenti sul posto.
Due attivisti trasferiti in Israele
L’operazione navale si è però conclusa con due fermi mirati. Il Ministero degli Esteri israeliano ha infatti reso noto in via ufficiale che due membri della spedizione non sono stati autorizzati allo sbarco in Grecia, ma «saranno condotti in Israele per essere interrogati», in quanto considerati responsabili di «attività sospette».
Si tratta, nello specifico, di Saif Abu Keshek, che Tel Aviv indica come «sospettato di affiliazione a un’organizzazione terroristica», e di Thiago Ávila, fermato per presunte «attività illegali». L’identità e i capi d’accusa sono stati confermati nel comunicato diramato dalle autorità israeliane.
La complessa gestione dell’incidente internazionale in mare ha visto una forte sinergia tra Israele e Grecia. Nella stessa nota in cui annuncia i due fermi, infatti, il ministero degli Esteri israeliano ha tenuto a rivolgere un ringraziamento formale al governo di Atene, esprimendo gratitudine per aver accettato di farsi carico della situazione e per aver consentito lo sbarco in sicurezza a Creta dei restanti 175 attivisti della Flotilla.










