Ucciso mentre lavorava, alla vigilia della Festa dei Lavoratori, falciato da una pioggia di proiettili che non erano destinati a lui. È la tragica e inaccettabile fine di Lino Pizzi, stimato cameriere biscegliese di 62 anni, caduto sotto i colpi di un feroce commando armato ieri sera, intorno alle 21:30, nel centro di Bisceglie. Un uomo onesto, descritto da tutti come lontanissimo da qualsiasi dinamica criminale, vittima innocente di quella che gli inquirenti inquadrano già come una spietata vendetta di mafia.
L’inferno si è scatenato all’interno della «Spaghetteria n. 1». I killer, almeno due persone con i volti travisati da caschi integrali (e con ogni probabilità un terzo complice ad attenderli all’esterno per la fuga), hanno fatto irruzione aprendo il fuoco. La Scientifica ha repertato non meno di 15 bossoli esplosi da almeno due armi automatiche.
Il vero bersaglio della spedizione punitiva – per sua stessa ammissione resa poco dopo ai Carabinieri – sarebbe stato il titolare del ristorante: un 60enne barese che è riuscito rocambolescamente a fuggire. Pizzi, purtroppo, si è trovato proprio sulla linea di tiro ed è crollato esanime davanti agli occhi terrorizzati dei clienti, tra cui una comitiva di turisti inglesi, uno dei quali ha allertato disperatamente il 118. Il locale è stato posto sotto sequestro.
L’ombra dei clan baresi: indaga la Dda
Le modalità del delitto, un vero e proprio assalto di stampo mafioso, hanno fatto scattare l’immediato trasferimento del fascicolo alla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Bari, coordinata dai pm Bruna Manganelli e Marco D’Agostino.
Il ristoratore 60enne, pur non avendo precedenti specifici per associazione mafiosa, vanta storici collegamenti con gli ambienti di Bari Vecchia e, in passato, è stato sfiorato da indagini riguardanti il clan Capriati. L’ipotesi investigativa più accreditata è che l’agguato di ieri sera sia la drammatica risposta all’omicidio avvenuto lo scorso 19 aprile in una discoteca cittadina, dove perse la vita il 42enne Filippo Scavo, ritenuto vicino al clan Strisciuglio. Una guerra per la supremazia sul traffico di droga che, da Bari, sta insanguinando la costa a nord del capoluogo.
Il sangue degli innocenti e il fiore per il Primo Maggio
Questa mattina, davanti alle saracinesche chiuse e sigillate della spaghetteria, qualcuno ha deposto un fiore. Un omaggio silenzioso per Lino, un lavoratore onesto, molto conosciuto e amato in città, strappato alla vita e all’affetto dei suoi cari proprio nel giorno in cui l’Italia celebra la festa e la dignità del lavoro.










