È il 21 febbraio 1966. Il Festival di Sanremo si è appena chiuso e le classifiche dei dischi pullulano. Ben 17 dischi affollano la top 20. Al 17esimo posto si piazzano i Beatles, con Day Tripper, unitamente alla facciata B We Can Work It Out.
Al n. 18 arriva Nini Rosso e la sua tromba: con la sua voce roca torna in hit Il silenzio, un brano che il trombettista torinese porta in tutto il mondo, soprattutto in Giappone (dove è popolarissimo, al punto di soggiornare nel Sol Levante), noto anche in Germania. Al numero 19 è ancora saldo in hit parade Adamo, con La notte: per ora è il suo brano più celebre.
I vincitori e le conferme
La coppia trionfante a Sanremo è quella Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti; per il cantante pugliese si tratta della quarta vittoria: Nel blu dipinto di blu, 1958; Piove, 1959; Addio addio, 1962; e infine la recente vittoria, Dio, come ti amo. Per la giovane cantante veronese si tratta della seconda vittoria, Non ho l’età.
La vittoria morale è quella di Caterina Caselli con Nessuno mi può giudicare, insieme al cantante americano Gene Pitney. In realtà questa canzone doveva andare a Celentano, ma il suo intuito era troppo forte, sulla base della sua autobiografia. Probabilmente Il ragazzo della via Gluck, per metà sociale, per il resto la canzone scritta da Beretta, Del Prete e lo stesso Adriano Celentano, con l’arrangiamento di Detto Mariano.
Ottimo piazzamento per Wilma Goich, In un fiore, ma anche notevole l’accoppiata di Giorgio Gaber e Pat Boone, Mai, mai, mai, Valentina. Boone ogni anno torna in Italia, più a Maranello (dove ogni volta fa un salto da Enzo Ferrari) che a Sanremo. Ornella Vanoni e Orietta Berti sfoderano un tipo di voce più melodiosa, piuttosto che quella mordace della cantante milanese.
Tra gruppi e nuove leve
Una casa in cima al mondo, portata al successo da Claudio Villa, di fatto rimase nelle retrovie; Pino Donaggio, un abbonato del festival, segna ancora una melodia degna di un violinista, come di fatto è. Donaggio porta a casa un ottimo posto in hit. Remo Germani, tra il 1964 e il 1966, è sempre in classifica: lo dimostra anche questa edizione.
Il debuttante Lucio Dalla, alle prese con un brano ironico, giusto per la sua voce e i suoi vocalizzi: Paff… bum. Non passa inosservato. Stesso discorso per gli Yardbirds, fra i gruppi inglesi più tecnici. Alla fine del 1965 Eric Clapton, il miglior chitarrista rock, lascia gli Yardbirds per rincorrere John Mayall e lo storico gruppo Cream, insieme a Jack Bruce e Ginger Baker: con loro nasceva il trio. I gruppi musicali non bucano più di tanto, ma ci riescono i Ribelli, il gruppo di Adriano Celentano, i quali si piazzano in finale. Gianni Dall’Aglio ne è l’espressione.
Alla fine del festival entrano nella scuderia della Ricordi. Al ventesimo posto l’Equipe 84 piazza Un giorno tu mi cercherai, anche se i cosiddetti gruppi suonano e cantano in un piccolo teatro vicino al Casinò. La facciata B è L’antisociale, scritta da Francesco Guccini. La radio non passa questi titoli: in sostanza le cifre prendono atto dei jukebox, soprattutto per il 45 giri, ancora il formato giusto. Ma durerà poco.










