Muore un uomo in una galleria per cause ancora da accertare e i treni si fermano, per ore, lasciando tutti senza alcun tipo di assistenza. È il racconto di diverse famiglie, tra cui diverse andriesi, che si sono trovate domenica pomeriggio sul Frecciarossa da Roma dirette in Puglia. Sulla tragedia avvenuta all’interno di una galleria nei pressi dell’ex stazione di Castelfranco in Miscano, nel territorio di Montecalvo Irpino restano ancora molti interrogativi, mentre emergono con forza i pesanti disagi vissuti dai passeggeri rimasti bloccati dalle 15.45 alle 23.
I disagi
Fermi prima tra le campagne, poi scortati ad Ariano Irpino: a bordo dei convogli, mentre fuori le forze dell’ordine e il magistrato di turno analizzavano la scena, si è consumata un’altra emergenza, fatta di attese interminabili, informazioni frammentarie e assistenza praticamente assente.
Durissimo il racconto di una madre andriese, Lucia Grumo, in viaggio con il figlio di sette anni: «Dovevamo tornare ad Andria. Non abbiamo ricevuto assistenza, dopo tre ore nel nulla ci hanno portati ad Ariano e c’è stata solo la possibilità di far arrivare cibo tramite delivery in stazione nel caos generale. Nessuna proposta di mezzi alternativi, nessuna informazione. Ho dovuto svegliare mio figlio per scendere dal treno e accaparrarci da mangiare subito fuori dalla stazione». Parole tranchant con una denuncia netta: «Disagi da terzo mondo».
Un vero e proprio «film horror», chiosa Lucia, che si è concluso oltre mezzanotte alla stazione di Barletta, a fronte dell’arrivo previsto in origine alle 17 circa. «Avevo anche chiesto che mi chiamassero un taxi a Barletta – aggiunge – e il personale mi aveva rassicurata, salvo poi scoprire una volta giunti lì che non esistevano taxi per me. Quindi con mio figlio abbiamo percorso un buon chilometro a piedi in piena notte per raggiungere il parcheggio privato dove avevo lasciato la mia auto». Ancora altro: «Bagni luridi, aria irrespirabile: ci hanno dato acqua e basta, non c’era più neanche una patatina al bar. Quando ci siamo fermati ad Ariano, nessuno si è preoccupato di tenere cibo da parte almeno per i bambini. Niente. Uno schifo».
L’altra testimonianza
A raccontare il pomeriggio da incubo è anche Maurizio De Nuccio, ex direttore generale dell’Asl Bat, che si trovava sullo stesso treno: «Comprendo la gravità di quanto accaduto, ma a bordo ci sono oltre 400 passeggeri, tra cui bambini, anziani e persone fragili, che attendono con informazioni limitate».
Un disagio amplificato dalla mancanza di comunicazioni chiare e di un supporto adeguato ai viaggiatori, soprattutto ai più vulnerabili. «È fondamentale garantire attenzione alle persone anche in queste circostanze», conclude De Nuccio.
Mentre proseguono le indagini per chiarire cosa sia accaduto nella galleria, resta il nodo della gestione dell’emergenza, concriticità evidenti nell’assistenza e nella comunicazione ai passeggeri, lasciati per ore in una situazione di incertezza e difficoltà.










