Arianna Meloni sbarca in Puglia per blindare Fratelli d’Italia alla vigilia delle amministrative e tentare di ricucire le crepe interne che da mesi attraversano il partito nella regione Puglia. Una visita breve, ma ad alto peso politico, quella della responsabile della segreteria politica e del tesseramento di FdI, arrivata prima ad Andria e poi a Bari per un doppio appuntamento dal sapore elettorale e organizzativo.
Dietro il tour ufficiale per sostenere i candidati del centrodestra si intravede infatti anche un’altra partita: riportare equilibrio fra le due anime in cui è diviso il partito in Puglia. Da una parte l’area dei meloniani vicina al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, dall’altra la componente pugliese maggioritaria che per anni ha fatto capo a Raffaele Fitto, ormai di fatto fuori dai giochi pugliesi dopo il trasferimento a Bruxelles come vicepresidente della Commissione europea. Un vuoto che ha lasciato scoperti vecchi equilibri e aperto una fase di ridefinizione interna del potere nel partito.
A Bari, lontano dai riflettori, Arianna Meloni ha incontrato parlamentari, eurodeputati, consiglieri regionali e amministratori locali. Un vertice a porte chiuse per affrontare tensioni, malumori e soprattutto le difficoltà legate alla composizione delle liste nei comuni chiamati al voto. Sul tavolo anche il caso Modugno, uno dei centri più importanti dell’area metropolitana barese, dove Fratelli d’Italia non presenterà il simbolo, scelta che ha acceso polemiche e accuse reciproche dentro il partito. La tappa più politica e mediatica è stata però quella di Andria, città chiamata alle urne il 24 e 25 maggio. Qui Arianna Meloni ha rilanciato il messaggio identitario del partito e difeso l’azione del governo guidato dalla sorella Giorgia.
«Quando siamo arrivati al governo abbiamo trovato un’Italia allo sbando», ha dichiarato, rivendicando il calo del rapporto deficit-Pil e sostenendo che «l’Italia è tornata centrale nel contesto geopolitico perché Giorgia Meloni è un leader credibile». Non è mancato l’affondo contro il reddito di cittadinanza, definito «la vergogna dei soldi buttati dalla finestra», contrapposto agli incentivi al lavoro introdotti con il decreto del Primo Maggio. Toni da campagna elettorale pura, utili a compattare la base in una fase delicata per il partito.
A margine dell’incontro, Arianna Meloni ha anche respinto le polemiche sul ministro della Cultura Alessandro Giuli e sull’azzeramento dei vertici del dicastero. «State creando un caso sul niente», ha tagliato corto, parlando di «gossip e basso chiacchiericcio» e rivendicando il diritto di un ministro di scegliere i propri collaboratori. Sul fronte locale il sostegno è andato al candidato sindaco di Andria Sabino Napolitano, assente perché impegnato a Roma. «Stiamo presentando una grande squadra fatta di persone competenti e radicate sul territorio», ha detto Arianna Meloni, cercando di trasmettere l’immagine di un partito unito e compatto. Ma dietro le dichiarazioni ufficiali resta il vero nodo politico pugliese: Fratelli d’Italia cresce nei consensi, ma continua a fare i conti con rivalità interne, leadership territoriali e partite aperte sulla gestione del potere locale.
E la visita della sorella della premier, più che una semplice passerella elettorale, sembra essere servita proprio a questo: evitare che le tensioni esplodano nel momento più delicato della campagna elettorale.









