«Cento giorni, zero risultati». È, in estrema sintesi, il bilancio che Paolo Pagliaro, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia, taccia dei primi tre mesi di Antonio Decaro da governatore. A lui fanno eco i colleghi di Forza Italia.
Le opposizioni ricordano, tra le altre cose, il buco nei conti della sanità pugliese da 369 milioni di euro e il rischio concreto di un aumento dell’addizionale Irpef per scongiurare il commissariamento.
Fratelli d’Italia e Forza Italia bocciano dunque senza appello l’avvio della nuova legislatura, definendo l’azione del governatore come una «mera operazione di marketing priva di risultati concreti».
Pagliaro, insieme ai consiglieri del gruppo Tonia Spina, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri, ha parlato di un «brodino dietetico dopo l’abbuffata elettorale».
Secondo Pagliaro, la narrazione della discontinuità si sarebbe infranta contro i dossier più urgenti, a partire proprio dalla gestione finanziaria della sanità. Per coprire il disavanzo di 369 milioni, l’opposizione teme che la Giunta sia pronta a «mettere le mani nelle tasche dei pugliesi», configurando quella che definiscono una «doppia sciagura: più tasse e meno servizi».
Critiche durissime sono state rivolte anche alla gestione delle liste d’attesa. Nonostante l’annuncio del recupero di 127mila prestazioni, Fratelli d’Italia e Forza Italia sottolineano come i tempi di prenotazione al Cup arrivino ancora fino a quattro anni. «Le telefonate per confermare gli appuntamenti non garantiscono le visite», spiegano i consiglieri azzurri, che denunciano anche l’assenza di un piano sanitario rinforzato in vista della stagione turistica e la carenza di fondi per il rischio idrogeologico.
Sul fronte economico, il centrodestra punta il dito contro il blocco dei bandi Pia e Mini Pia, che avrebbe congelato i progetti di centinaia di imprese dopo che queste avevano già anticipato ingenti somme per i professionisti. Preoccupazione anche per il Pnrr: il 30 giugno scade il termine per il collaudo delle opere, ma molti cantieri per ospedali e case di comunità risulterebbero fermi o a rilento, mettendo a rischio 256 milioni di euro.
Il bilancio dell’opposizione investe ogni settore: dai trasporti, con i ritardi nell’elettrificazione della linea salentina di Fse e l’emarginazione dell’aeroporto del Salento, all’agricoltura, dove la rigenerazione post-Xylella appare ferma. Anche sui rifiuti la critica è netta: «La Puglia paga la Tari più alta d’Italia e l’unica certezza resta la riapertura di discariche sature», concludono i consiglieri di Forza Italia, annunciando per maggio una conferenza stampa per presentare proposte alternative.









