Prezzi da capogiro per le stanze in affitto destinate agli studenti universitari a Bari. A marzo, il costo delle locazioni è aumentato del 58%. Un dato che assegna al capoluogo pugliese il triste primato di città universitaria con il maggiore incremento dei prezzi in Italia.
Il confronto prende in esame lo stesso periodo del 2020 ed è stato elaborato da «Immobiliare.it», portale leader nella compravendita e nella locazione di immobili sul territorio nazionale. Il report parla chiaro: studiare a Bari è sempre più costoso.
Non solo per l’aumento generale del costo della vita, con l’inflazione che proprio a marzo ha registrato un ulteriore rialzo dello 0,7%, ma anche perché trovare una stanza in affitto a prezzi accessibili è diventato sempre più difficile. In media, negli ultimi sei anni, il prezzo delle stanze singole nelle dieci città italiane che ospitano i principali atenei del Paese è cresciuto del 41%.
L’aumento del 58% registrato a Bari le vale quindi la maglia nera, ma il capoluogo pugliese non è il solo a far segnare rincari consistenti. Sul podio figurano anche Palermo, Padova e Firenze. Nel capoluogo siciliano gli aumenti hanno raggiunto il 56%, mentre nella città veneta e in quella toscana la crescita si è attestata al 46%. Subito fuori dal podio c’è Torino, dove i prezzi sono aumentati del 45%, mentre a Roma l’incremento si ferma al 40%. Anche Bologna, Napoli e Milano registrano rialzi significativi, compresi tra il 30% e il 40%: nel capoluogo emiliano-romagnolo, chi oggi cerca una stanza deve mettere in conto una spesa media superiore del 37% rispetto a marzo 2020, mentre a Napoli e Milano gli aumenti sono rispettivamente del 36% e del 31%.
La variazione meno marcata tra le grandi città universitarie, secondo Immobiliare.it, si registra a Pisa, dove il costo di una stanza singola è aumentato del 16% nel periodo analizzato. Incrementi si registrano anche nelle città sede di altri importanti atenei statali. Fatta eccezione per Cagliari, che presenta una dinamica di crescita analoga a quella di Bari, con un aumento del 58%, nessuna supera la soglia del 40%. Rispetto al 2020, chi sceglie di studiare a Messina o Genova deve quindi prevedere un budget superiore rispettivamente del 46% e del 41%, mentre a Trento e Catania gli aumenti si attestano al 39%. Venezia e Perugia registrano entrambe una crescita del 35%. Seguono Ferrara (+30%), Parma (+29%), Verona (+25%) e Pavia (+20%).









