Concorso in frode sportiva è l’accusa che la Procura di Milano contesta a Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B.
Stando a quanto riportano alcune agenzie di stampa, l’inchiesta si concentra su presunti condizionamenti esterni durante le fasi decisionali al Var.
Uno dei casi riguarda la sfida Udinese-Parma del primo marzo 2025. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, supportata da un video, l’arbitro Daniele Paterna, impegnato nella sala Var di Lissone, sarebbe stato influenzato proprio da Rocchi.
Paterna appariva inizialmente orientato a escludere un rigore per un presunto fallo di mano, ma le immagini lo mostrerebbero girarsi di scatto verso la vetrata della stanza dopo aver avvertito qualcuno “bussare”. Paterna avrebbe poi cambiato idea.
Le indagini della Procura milanese, tuttavia, si estenderebbero oltre la partita tra friulani e ducali. Gli inquirenti starebbero vagliando diversi incontri del precedente torneo, tra cui Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. In quel caso, sotto la lente d’ingrandimento è finita la gestione di un fallo commesso da Bastoni su Duda poco prima del gol decisivo di Frattesi.
Nonostante i dubbi manifestati nella sala Var da Luigi Nasca, l’arbitro Fabbri non fu richiamato al monitor, convalidando una rete che risultò poi determinante. L’ipotesi degli inquirenti è che anche in quell’occasione ci sia stata un’omissione intenzionale nel chiamare la revisione a bordocampo, configurando il concorso in frode sportiva.










