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Porto Cesareo, area protetta scambiata per parcheggio e pista da cross: Legambiente denuncia

Auto parcheggiate sulle dune e motocross che scorrazzano a tutta velocità a Palude Fede, area che ricade nella Riserva regionale "Palude del Conte e Duna costiera Porto Cesareo", nel Leccese. A denunciare l'accaduto è la sezione Legambiente di Porto Cesareo, pubblicando sui propri canali social una ricca documentazione fotografica di quanto accade nella zona. «Ieri,…
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Auto parcheggiate sulle dune e motocross che scorrazzano a tutta velocità a Palude Fede, area che ricade nella Riserva regionale “Palude del Conte e Duna costiera Porto Cesareo”, nel Leccese.

A denunciare l’accaduto è la sezione Legambiente di Porto Cesareo, pubblicando sui propri canali social una ricca documentazione fotografica di quanto accade nella zona.

«Ieri, 24 aprile 2026, abbiamo assistito allo scorrazzamento di motocross ad altissima velocità tra nidi e avifauna selvatica protetta, che scappava spaventata in ogni direzione», affermano i volontari, che parlano di una «situazione non più tollerabile».

D’intesa con il Comando della Polizia Locale di Porto Cesareo, spiegano dall’associazione, «sono stati organizzati appositi servizi di vigilanza, con gli ispettori ambientali di Legambiente, che quest’oggi hanno già multato oltre venti automobilisti indisciplinati, che hanno danneggiato l’habitat della Palude Fede».

Intanto, il circolo Legambiente di Porto Cesareo fa sapere che «lunedì depositerà alla Procura della Repubblica di Lecce, alla Regione Puglia, al Comune di Porto Cesareo e a tutti gli enti interessati, apposito atto di denuncia sui recenti fatti di cronaca, al fine di individuare gli autori dei danneggiamenti ambientali non più tollerabili».

Gli ambientalisti spiegano che «le piogge di febbraio hanno ricreato un vecchio habitat, caratterizzato da stagni temporanei retrodunali, ricchi di biodiversità. Prima dell’utilizzo massivo di questa vulnerabile area, era un paradiso terrestre. Purtroppo, durante l’estate, migliaia di automobilisti, sostano abusivamente qui per raggiungere più velocemente la spiaggia. Qui – proseguono – vi era l’antica palude (da cui l’attuale nome Palude Fede), ecosistema pregiato e ricchissimo dal punto di vista naturalistico, ma esposta al massiccio carico antropico di chi, pur di raggiungere agevolmente il mare, non esita a danneggiare e a deturpare questo patrimonio, sprezzante di tutte le leggi di tutela faunistica e ambientale».

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