Caos a Milano durante il corteo del 25 aprile che è stato di fatto “spezzato in due” dalle contestazioni dei gruppi pro-Palestina e dei militanti dei Carc rivolte alla Brigata ebraica.
Mentre la testa della manifestazione ha raggiunto piazza Duomo, migliaia di persone sono rimaste bloccate per ore in corso Venezia a causa di un fitto cordone di manifestanti che ha sbarrato la strada allo spezzone ebraico, al grido di «assassini» e «fuori i sionisti dal corteo».
La situazione è degenerata rapidamente poco dopo la partenza. I manifestanti pro-Palestina, muniti di bandiere e megafoni, hanno impedito il passaggio della Brigata ebraica all’incrocio con via Senato, accusando i partecipanti di essere i responsabili dei bombardamenti sulla popolazione di Gaza. «È folle pensare che qualcuno possa decidere chi ha il diritto di partecipare e chi no», ha dichiarato Emanuele Fiano, esponente del Partito democratico e di Sinistra per Israele, denunciando anche insulti antisemiti: «Uno ci ha detto: “Siete solo saponette mancate”».
Nello spezzone contestato, protetto da un massiccio spiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa, era presente anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre. La tensione è rimasta altissima per tutta la mattinata, con la Brigata che ha risposto ai cori di «fuori, fuori» scandendo «fuori i fascisti». Anche il sindaco Giuseppe Sala, alla testa del corteo, è stato oggetto di critiche da parte di alcuni cittadini per la scelta di mantenere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv.
Sull’accaduto è intervenuto anche il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, che ha definito i blocchi «totalmente sbagliati e un errore», sottolineando come il 25 aprile debba essere una giornata di lotta che non escluda le diversità, ma resti unitaria nel valore dell’antifascismo.
Per ragioni di ordine pubblico e per sbloccare l’impasse che impediva al resto della manifestazione di proseguire, gli operatori della polizia di Stato hanno chiesto ai rappresentanti della Brigata ebraica di deviare il percorso. Tra fischi e qualche applauso di solidarietà, lo spezzone è stato scortato fuori dal tracciato principale verso via Senato, lasciando piazza Duomo parzialmente vuota nel momento dell’inizio dei discorsi ufficiali.









