«La comunità biscegliese è ferita. Una ragazza non c’è più. E tutti ci siamo detti che al suo posto poteva esserci chiunque, anche i nostri figli. Anch’io da allora non faccio altro che pensarci. Per questo sento di dovere chiedere scusa».
Con queste parole, cariche di dolore e di senso di responsabilità istituzionale, il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha rotto il silenzio a undici giorni dalla tragedia costata la vita ad Alicia Amoruso, la 12enne schiacciata da un pino sradicato dal forte vento lo scorso 13 aprile. Un intervento, affidato a un lungo post sui social, che arriva a poche ore dalla commovente lettera in cui i familiari della vittima chiedevano che una simile tragedia non si ripetesse «mai più».
Il primo cittadino ha spiegato di aver mantenuto fino a oggi il più stretto riserbo per profondo rispetto verso il lutto insopportabile della famiglia di Alicia, accomunando nel suo pensiero anche i parenti di Patrizia Lamanuzzi (la 54enne recentemente uccisa dal marito in un drammatico caso di femminicidio-suicidio che ha scosso la stessa comunità).
«Come genitore e come sindaco – ha scritto Angarano – sono a lavoro ogni giorno per dare ai nostri figli un futuro migliore, ma il dolore mi ha e ci ha sopraffatto e sconvolto. E c’è rabbia, c’è tanta rabbia». Rispondendo indirettamente alla richiesta di giustizia sollevata dai parenti della dodicenne, il sindaco ha sottolineato come sia «giusto che si faccia piena chiarezza e che le cause siano accertate. È giusto dare risposte alla famiglia, alla città che col silenzio e il rispetto ha dimostrato autentica vicinanza, alle ragazze e ai ragazzi che hanno sfilato per le strade dimostrando grande umanità».
Oltre al cordoglio, c’è però l’urgenza di prevenire nuovi drammi. Angarano ha assicurato che la macchina amministrativa è attualmente concentrata in una massiccia operazione di prevenzione: «In questi giorni l’impegno è concentrato sulle attività di verifica e di messa in sicurezza, dopo gli straordinari eventi meteo delle ultime settimane. Si sta lavorando in diversi punti della città, vicino alle scuole, negli spazi pubblici, nel cimitero, nei luoghi che ogni giorno tutti attraversiamo. Questa è la priorità: individuare i potenziali rischi e intervenire».








