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Crans Montana, Italia rifiuta di pagare parcella dell’ospedale che ebbe in cura i feriti italiani

La Svizzera intende chiedere all’Italia il rimborso delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nell’incendio del locale “Le Constellation” a Crans-Montana. La richiesta, secondo quanto si apprende da fonti informate, sarebbe stata comunicata oggi durante un incontro tra l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e…
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(Foto AdnKronos)

La Svizzera intende chiedere all’Italia il rimborso delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nell’incendio del locale “Le Constellation” a Crans-Montana. La richiesta, secondo quanto si apprende da fonti informate, sarebbe stata comunicata oggi durante un incontro tra l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard. Alla base della posizione elvetica ci sarebbero questioni normative che non consentirebbero al Cantone di accollarsi i costi.

Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In un post su Facebook ha definito «ignobile» l’eventuale richiesta e ha assicurato che, se formalizzata, verrà respinta. «Annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito», ha scritto, auspicando che la notizia sia infondata.

Cornado ha escluso qualsiasi possibilità di pagamento da parte dello Stato italiano. «Lo Stato italiano non ha alcuna intenzione di pagare i conti inviati dall’ospedale di Sion per un importo totale di più di 100.000 franchi per un solo giorno di ricovero, l’1 gennaio», ha dichiarato. Secondo l’ambasciatore, le spese dovrebbero essere sostenute dalla LAMal, l’ente svizzero che gestisce le coperture sanitarie internazionali, oppure dal Cantone del Vallese, «ma in nessun caso dalle famiglie, né dallo Stato italiano».

Cornado ha anche citato un caso opposto: due cittadini svizzeri elitrasportati e curati per mesi all’ospedale Niguarda di Milano, senza che l’Italia abbia chiesto rimborsi. «Pretendo parità di trattamento» ha sottolineato, definendo inaccettabile che i costi ricadano sull’Italia.

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