Una bara bianca sommersa di fiori, magliette e vegliata da un palloncino a forma di cuore. Intorno, il dolore composto ma straziante del padre Claudio e della madre Margaret. Bisceglie si è fermata oggi per l’ultimo, tragico saluto ad Alicia Amoruso, la ragazzina di appena 12 anni morta lunedì scorso, travolta dal crollo di un grosso pino mentre faceva ritorno a casa da scuola.
Nel giorno del lutto cittadino, con le bandiere a mezz’asta e tutte le manifestazioni pubbliche sospese, la chiesa di Santa Caterina non è riuscita a contenere la folla accorsa per stringersi attorno alla famiglia. Un’assenza, tuttavia, ha fatto molto rumore: alle esequie non ha partecipato alcun rappresentante dell’amministrazione comunale. Una scelta non casuale, ma dovuta a un’espressa e ferma richiesta dei familiari di Alicia, un segnale inequivocabile della rabbia e della richiesta di giustizia che accompagnano questa tragedia.
A officiare la funzione religiosa è stato l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, monsignor Leonardo D’Ascenzo, che ha pronunciato parole cariche di cordoglio ma anche di monito.
«Vogliamo pregare per Alicia e affidarla al cuore di Dio – ha esordito il presule dall’altare –. La morte, pur dolorosa e drammatica, è il passaggio alla vita eterna del paradiso». Poi, il riferimento inevitabile all’inchiesta in corso che vede indagati cinque tra funzionari comunali e referenti della manutenzione del verde: «Non comprendiamo il perché di questa morte, ma affidiamo Alicia alle tue braccia forti. Questo deve essere anche un tempo per capire, per fare piena luce perché quello che è successo non accada più».
L’ultimo, toccante pensiero di monsignor D’Ascenzo è stato rivolto agli amici e ai compagni di classe della 12enne, presenti in massa in chiesa, smarriti di fronte a una perdita così prematura e inaccettabile: «Non dimenticatela mai. La vita è un bene prezioso ma fragile».










