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Modugno, duemila euro per cento voti: il patto scellerato con la criminalità

Emergono altri particolari dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari che ha portato a notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 14 persone, scoperchiando un presunto sistema di corruzione e intimidazione che avrebbe inquinato le elezioni amministrative di Modugno del 2020 e dato vita a estorsioni nelle campagne del foggiano. Al centro dell’inchiesta,…
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Emergono altri particolari dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari che ha portato a notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 14 persone, scoperchiando un presunto sistema di corruzione e intimidazione che avrebbe inquinato le elezioni amministrative di Modugno del 2020 e dato vita a estorsioni nelle campagne del foggiano.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pm Fabio Buquicchio, figurano nomi eccellenti della politica locale: l’ex sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, e Antonio Lopez, già consigliere comunale. Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: scambio elettorale politico-mafioso, corruzione elettorale ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo la ricostruzione accusatoria, le elezioni del settembre 2020 sarebbero state oggetto di una vera e propria compravendita di consensi.

Antonio Lopez avrebbe accettato la promessa di voti da parte di Cristian Stragapede e Cosimo Damiano Annoscia, figure ritenute vicine al clan Parisi di Bari. Il prezzo pattuito? Duemila euro ogni cento voti, oltre alla disponibilità a soddisfare futuri interessi del gruppo criminale. Un accordo che, per la Procura, avrebbe trovato compimento con l’effettiva elezione di Lopez.

Il coinvolgimento dell’allora candidato sindaco Bonasia sarebbe avvenuto in un secondo momento, in vista del ballottaggio di ottobre. Attraverso la mediazione di Lopez, Bonasia avrebbe accettato il sostegno dei clan in cambio di una promessa specifica: posti di lavoro. Un’offerta che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata successivamente onorata.

L’indagine documenta contatti anche con il clan Diomede, attraverso la figura di Adriana Diomede. In questo filone, il sostegno elettorale sarebbe stato scambiato con la candidatura della figlia di una conoscente della Diomede e ulteriori promesse occupazionali. Ma l’inchiesta della DDA non si ferma a Modugno. Gli accertamenti si sono estesi fino a Orta Nova, nel foggiano, dove tra ottobre e novembre 2023 sarebbero stati messi in atto tentativi di estorsione brutali ai danni di imprenditori agricoli. Richieste tra i 20mila e i 70mila euro, mascherate da «debiti» pregressi, avanzate con minacce di distruzione dei raccolti e l’evocazione della forza intimidatrice dei clan.

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