Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ha definito letale l’imminente introduzione del Gip collegiale prevista per agosto, avvertendo che, senza un potenziamento degli organici, l’impossibilità di gestire le richieste cautelari paralizzerà la lotta alla criminalità organizzata.
Durante l’annuncio di 13 arresti, Rossi ha attaccato la riforma, definendola matematicamente insostenibile e potenzialmente dettata da altri obiettivi politici.
«L’ufficio dei giudici per le indagini preliminari sta vivendo delle difficoltà in crescita, che diventeranno letali se non venisse rinviata l’introduzione del gip collegiale. L’intervento sui traffici di stupefacenti diventa efficace se c’è una risposta immediata. Se invece i giudici vengono messi nella situazione in cui non riescono a fare le ordinanze, accogliendo o respingendo le nostre richieste in tempi non idonei, l’intervento diventa inutile».
La riforma prevede, dal prossimo 25 agosto, un collegio di tre giudici anziché uno, per decidere sulle richieste di misure cautelari in carcere. «Se si triplica il lavoro dei gip bisogna triplicare anche gli organici dei magistrati. Chi ha pensato a questa riforma, però, o non è bravo in matematica o ha altri obiettivi».
