C’è anche Alessandro Lomele, candidato al consiglio comunale di Conversano nelle fila del Partito democratico, tra le 13 persone arrestate stamattina dai carabinieri del comando provinciale di Bari con le accuse, contestate a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla cessione di sostanze stupefacenti, detenzione di armi ed estorsione in concorso.
Le indagini, coordinate dal pm della Dda Fabio Buquicchio, hanno permesso di ricostruire il ruolo del gruppo Panarelli (il cui capo, Rocco Panarelli, è detenuto a Bari per scontare condanne in materia di armi e per tentato omicidio) nello spaccio di droga nel Comune barese e nel racket delle estorsioni.
«Nell’ultimo periodo – ha detto in conferenza stampa il coordinatore della Dda di Bari, Giuseppe Gatti – il gruppo aveva anche iniziato a praticare estorsioni, presentandosi alle vittime come garante di protezione». Le estorsioni, come ricostruito, sarebbero avvenute sia nei confronti di imprenditori che nei confronti degli acquirenti di stupefacenti che non pagavano in tempo.
Un «salto di qualità», come l’hanno definito gli inquirenti, «amplificato» dal fatto che gli ordini, ai sottoposti, arrivavano direttamente dal carcere, anche attraverso i classici «pizzini».
Il gruppo di Panarelli avrebbe avuto contatti anche con i clan mafiosi della città di Bari. Le indagini sono partite dopo la denuncia di un imprenditore che, già vittima di estorsione, «non ha piegato la testa una seconda volta e si è fidato dell’Arma», ha spiegato in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Bari, Gianluca Trombetti. «La denuncia – ha aggiunto – è stata fondamentale, perché ha dato la possibilità di aprire uno scenario sull’attività criminale del posto».
In carcere sono finiti Antonella e Nicola Camponobile, Anna, Nicola e Vito Caputo, Cosimo Di Lorenzo, Luca Giannoccaro, Pasquale Giannoccaro, Alessio Guardavaccaro, Alessandro Lomele e lo stesso Rocco Panarelli, già detenuto a Bari. I domiciliari sono stati disposti per Vincenzo Magistà e Giuseppe Roberto Del Re. Per un indagato, il gip Alfredo Ferraro deciderà sulla richiesta di misura avanzata dalla Dda all’esito dell’interrogatorio preventivo. A Lomele, candidato con la lista del Partito democratico, è contestato il ruolo di «partecipe» dell’associazione con il ruolo di custodire, confezionare e vendere lo stupefacente su Conversano, «con disponibilità di armi».