La Procura di Prato ha chiuso le indagini sull’esplosione del deposito di carburanti dell’Eni a Calenzano che, il 9 dicembre del 2024, causò la morte di cinque persone e il ferimento di altre 27, oltre a notevoli danni materiali.
Esplosione che sarebbe stata causata da «errori gravi e inescusabili», conferma la Procura anche dopo l’incidente probatorio. La stessa Procura chiude le indagini per sette dirigenti o preposti di Eni, e due della società appaltatrice, la Sergen srl. Sono accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e lesioni.
Assistiti dagli avvocati Sergio Spagnolo, Enrico Maria Giarda, Giuseppe Fornari, Elena Augustin, Enrico Martini, Francesco D’Alessandro, Daniele Melegari, Fulvio Simoni, Donatello Cimadomo, Paolo Lorusso, gli indagati avranno 20 giorni di tempo dalla notifica per chiedere di essere interrogati, poi la Procura potrà fare per la richiesta di rinvio a giudizio.
Resta fuori dall’inchiesta Eni spa: l’incidente probatorio esclude che la società possa esser condannata per illecito amministrativo delle persone giuridiche (d.lgs 231/2001) dato che, dice la procura, dall’incidente probatorio «il modello organizzativo è risultato corretto» e «non sono emerse emergenze per un nesso eziologico tra previsioni del modello e eventi» accaduti. «In tale contesto – scrive la Procura – non appare prevedibile giungere a una condanna di Eni» e non è possibile «contestare l’omessa vigilanza a Patrizia Boschetti, legale rappresentante della gestione operativa depositi Centro Eni», società del gruppo da cui dipende il deposito di Calenzano.
L’avviso di garanzia riguarda, dunque, gli indagati Luigi Cullurà dirigente Eni del deposito; Carlo Di Perna responsabile manutenzioni Depositi Centro Eni spa; Marco Bini, preposto Eni che ha classificato Sergen; Andrea Strafelini coordinatore giornaliero e preposto; Elio Ferrara, preposto Eni che autorizzò il permesso di lavoro per il 9 dicembre 2024; Emanuela Proietti, responsabile servizio prevenzione e protezione (Rspp) di Eni; Enrico Cerbino, responsabile di progetto estero di Eni. Tutti inseriti nell’organico della società energetica. Gli altri due indagati sono Francesco Cirone datore di lavoro dell’impresa esecutrice Sergen srl, e Luigi Murno, preposto della Sergen.
