Ci sarà un motivo per cui la Fiera del Levante resta attuale e competitiva, si chiede il presidente della Nuova Fiera, Gaetano Frulli in apertura del suo discorso.
La risposta al di là delle capacità organizzative di chi la realizza è da ricercare «nella particolare vivacità commerciale della domanda e nella fertilità imprenditoriale dell’offerta. In Fiera – continua Frulli – oltre a mostrare il nuovo, si vende e si compra: non abbiamo mai perso questa caratteristica.
Nel solo periodo della scorsa Campionaria sono stati commercializzati beni e servizi per oltre 70 milioni di euro». E poi c’è l’ambiente che la rende unica. «Qui a Bari si incontrano culture, religioni e prodotti — di due mondi diversi: l’Europa e l’Oriente». Una Fiera di frontiera capace di creare ponti e relazioni con tutto il Mediterraneo.
Frulli sottolinea che il quartiere fieristico è operativo tutto l’anno, con fiere specializzate, eventi, concerti e spettacoli. Ma il piatto forte riguarda la costruzione di un imponente centro congressi, come da noi anticipato su queste pagine il 6 settembre scorso. « Sarà realizzato nel nostro padiglione più bello e rappresentativo, fino a poco tempo fa utilizzato per l’emergenza Covid. Si proporrà come uno dei centri congressi più moderni e funzionali d’Italia, con una sala plenaria di 3000 posti, tra le più grandi di tutto il Paese. Bari e la Puglia diventeranno, col nostro centro congressi, punto di riferimento degli eventi congressuali italiani e questo consentirà di imprimere un ulteriore impulso all’economia turistica, allargandola anche a quella congressuale».
