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Fiera del Levante, un centro congressi da tremila posti nel padiglione 18: un progetto da 25 mln

Ci sarebbe già uno studio di fattibilità per realizzarlo in quello spazio “storico” della Campionaria che ha ospitato il settore agroalimentare

Fiera del Levante, un centro congressi da tremila posti nel padiglione 18: un progetto da 25 mln

Il dialogo è la chiave di lettura della Fiera del Levante, giunta alla sua 89esima edizione, che si inaugura sabato 19 settembre. In un contesto geopolitico caratterizzato soprattutto ad Est da scenari di guerra dove a parlare sono le armi, dialogo ha lo stesso significato della parola pace. Perché laddove tacciono le armi è possibile incontrarsi, scambiare idee e favorire lo sviluppo dei commerci e delle imprese. Quella che è stata da sempre la mission della Campionaria barese che resiste, nonostante alti e bassi e anzi si ripropone all’attenzione internazionale.

Quest’anno saranno 450 gli espositori e per quanto riguarda gli spazi si registra il tutto esaurito. Particolare che rende particolarmente soddisfatti i vertici della Nuova Fiera del Levante ma che ripropone il problema dei padiglioni occupati, in particolare quelli che la Regione ha occupato e attrezzato nel periodo del Covid e che ancora non sono rientrati nel pieno possesso della Fiera. Quindi almeno per questa edizione si dovrà fare a meno dei padiglioni 9,11, 13 e 18 che erano stati occupati appunto dalla struttura emergenziale dell’ospedale Covid, dovrebbero, in base a delibera di giunta regionale, essere restituiti definitivamente alla Nuova Fiera del Levante entro il 30 novembre prossimo.

Ma la notizia più interessante è che sul padiglione 18, quello in angolo con una grande cupola, dedicato in genera all’agroalimentare, potrebbe sorgere un’area congressi da 3mila posti. È lo stesso presidente Frulli a riferirlo: «Una parte ce la restituiranno come era, su un’altra abbiamo lanciato un’idea perché sia la Camera di Commercio di Bari che Fiera Bologna, sono pronti a fare un investimento per la realizzazione della nostra proposta. Fare un centro congressi a Bari, con una plenaria da 3000 posti, che sarebbe la plenaria più grande d’Italia. Avremmo un’attrattività incredibile. I nostri soci di Bologna sono rimasti entusiasti del progetto».

C’è già uno studio di fattibilità, inoltre ci sarebbe facilità di accesso trovandosi gli ingressi molto vicini alle aree parcheggio. Un centro congressi che darebbe una spinta notevole a tutto il quartiere fieristico. «Stiamo studiando un business plan – continua il presidente Frulli – un’attività congressuale di quel livello potrebbe portare un fatturato nostro diretto di almeno 5-6 milioni, ma anche un fatturato indiretto incredibile. Stiamo studiando con Università di Bari e delle società di ricerca e presto daremo le cifre di quello che è il valore dell’indotto, di quello che stiamo muovendo con le attività della Fiera in termini di fatturato sia sulla città, sulla regione che l’Unione Europea. Per 1 euro speso in Fiera diventano 13 per l’indotto».

I costi di questo progetto di centro congressi si aggirerebbero sui 25 milioni di euro, una cifra molto simile a quel padiglione che la Nuova Fiera del Levante realizzerà nella zona dell’ingresso italo-orientale e dove si sta partendo con la gara d’appalto.

Per quest’anno ci si dovrà accontentare degli stessi spazi degli ultimi anni. Saranno presenti comunque una serie di aree espositive a partire dall’arredamento, l’edilizia abitativa, benessere e relax, casalinghi, automotive, Edilizia per esterni, poi i padiglioni istituzionali a cominciare da quelli della Regione Puglia che ospiterà una serie di incontri e convegni. Ancora spazio all’enogastronomia con Levante Cake & Cooking e poi l’intramontabile Galleria della Nazioni. Infine per una fruizione che cominci dalla mattina fino a notte sono previsti una serie di eventi fra musica e comicità con il concerto finale il 27 settembre di Raf.