La casa del Taranto è lo stadio «Erasmo Iacovone». Non ci sono alternative di nessuna sorta. L’ha ribadito il presidente Sebastiano Ladisa domenica scorsa prima del fischio di inizio della finale di andata dei playoff con il Gladiator, giocata allo stadio «Augusto Bisceglia» di Aversa.
Da Palazzo di Città, ieri mattina, è giunta una importante rassicurazione. Nel salone degli Specchi si è svolta una conferenza stampa per spiegare i dettagli della delibera di Giunta sull’affidamento e la gestione degli impianti sportivi, realizzati per i Giochi del Mediterraneo.
Presenti, tra gli altri, il primo cittadino Piero Bitetti e il vicesindaco Mattia Giorno. Dalle dichiarazioni dei massimi rappresentanti dell’amministrazione comunale è emerso un orientamento di massima a rendere il nuovo «Iacovone» la casa della squadra rossoblù. Obiettivo imprescindibile per una programmazione che sia credibile e rispetti a pieno le ambizioni di cui è intriso il progetto creato ad hoc per il Taranto dalla famiglia Ladisa.
Lo stadio, come tutte le altre strutture, tornerà nella disponibilità del Comune a partire dal 4 settembre, il giorno dopo la fine dei Giochi del Mediterraneo.
Testa alla finale di ritorno
Allo «Iacovone» si tornerà a pensare soltanto dopo il 14 giugno. Tutta la concentrazione dovrà essere massima sui 90 minuti di domenica che dovranno racchiudere tutte le emozioni del caso.
Lo 0-0 di partenza è un buon risultato, ma non è sufficiente: sarà obbligatorio vincere, che sia entro i 90 o i 120 minuti. I rossoblù dovranno per forza imporsi per regalare alla città e all’intera provincia ionica una promozione la cui rilevanza va oltre il risultato sportivo.
Lasciare l’Eccellenza è un dovere che sul campo questa squadra ha meritato e che però impone di superare un ultimo ostacolo di spessore come il Gladiator, terzo nel suo girone allo stesso modo del Taranto. È un gruppo valido, allenato da un tecnico esperto come Francesco Farina. Ha tutte le carte in regola per fare bene. Ecco perché al Taranto servirà massima concentrazione e continuare a fare uso di quel pizzico di sana umiltà per affrontare avversari ugualmente agguerriti.
I ragazzi allenati da Ciro Danucci hanno tutte queste caratteristiche e altro non potrebbe servire per felicemente giustificare una ascesa evidente negli ultimi tre mesi con diciassette risultati utili consecutivi. Testa bassa e pedalare e tutti i rossoblù si sono dimostrati degli ottimi scalatori.
