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Attacco al Pride di Berlino: ucciso dalla polizia l’attentatore 21enne Abdul Ballout

L’epilogo è giunto intorno alle ore 18:00 nel quartiere periferico di Spandau, dove il fuggitivo era riuscito temporaneamente a nascondersi all’interno di un complesso di orti urbani

Attacco al Pride di Berlino: ucciso dalla polizia l’attentatore 21enne Abdul Ballout

Si è conclusa nel sangue la caccia all’uomo che da ventiquattro ore teneva in allarme le forze di sicurezza della capitale tedesca. Il 21enne Abdul Ballout, ritenuto responsabile del grave attacco sferrato ieri durante le celebrazioni del Pride nel parco del Großer Tiergarten, è stato ucciso nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 26 luglio, nel corso di un’operazione ad alto impatto condotta dalle forze speciali della polizia berlinese.

L’epilogo è giunto intorno alle ore 18:00 nel quartiere periferico di Spandau, dove il fuggitivo era riuscito temporaneamente a nascondersi all’interno di un complesso di orti urbani.

Secondo quanto ricostruito e confermato ufficialmente dai portavoce della polizia di Berlino, gli agenti del SEK (Spezialeinsatzkommando) avevano individuato il perimetro di rifugio del sospettato e stavano stringendo il cerchio per far scattare l’arresto.

L’uomo, tuttavia, avrebbe reagito con violenza alla vista dei reparti d’intervento, scagliandosi verso gli agenti con un’arma da taglio in pugno e scatenando la reazione a fuoco dei poliziotti, che hanno aperto il fuoco per neutralizzare la minaccia imminente.

Immediato l’intervento del personale dei Vigili del Fuoco e dei soccorritori giunti sul posto al seguito delle squadre d’assalto. Nonostante le manovre di rianimazione e i prolungati tentativi di stabilizzare le sue condizioni direttamente sul luogo dell’operazione, il sospettato è deceduto pochi minuti dopo a causa delle ferite riportate.

Mentre l’area di Spandau rimane recintata per consentire i rilievi della Scientifica e l’esatta ricostruzione dell’ingaggio, le autorità tedesche mettono un punto fermo sull’operazione di tracciamento, mentre proseguono gli accertamenti sulle motivazioni e sugli eventuali appoggi logistici di cui l’aggressore potrebbe aver goduto nelle ultime ore.