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In Puglia, la spesa media per un matrimonio internazionale supera i 100mila euro

Tra il 2023 e il 2025 sono aumentati anche gli sposi provenienti dall’Europa orientale e da alcuni Paesi asiatici

In Puglia, la spesa media per un matrimonio internazionale supera i 100mila euro

Le immagini del matrimonio da favola del capitano della Nazionale Gianluigi Donnarumma e Alessia Elefante hanno fatto il giro del web in poche ore. Dalla cerimonia, celebrata qualche giorno fa a Locorotondo, fino al ricevimento organizzato a Fasano, con il raffinato allestimento firmato dal floral designer pugliese Vincenzo Dascanio, per concludersi con l’esclusivo beach party del giorno successivo a Savelletri, ogni dettaglio è diventato virale sui social. Una vetrina internazionale che, al di là della cronaca mondana, rappresenta un potente strumento di promozione per una regione ormai stabilmente inserita tra le destinazioni più richieste per i matrimoni.

Un mercato in crescita

Negli ultimi anni il cosiddetto «destination wedding» ha assunto un peso rilevante nell’economia turistica pugliese. Secondo le analisi dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi e di Convention Bureau Italia, il comparto dei matrimoni di destinazione genera in Italia un indotto superiore a un miliardo di euro l’anno e continua a crescere sia per numero di eventi sia per spesa media. La Puglia si conferma tra le regioni protagoniste insieme a Toscana, Costiera Amalfitana, Sicilia e Lago di Como. Le coppie arrivano prevalentemente dal Nord Italia o dall’estero per sposarsi tra masserie, dimore storiche, trulli e borghi antichi. Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito figurano tra i principali mercati di provenienza. Tuttavia, tra il 2023 e il 2025 sono aumentati anche gli sposi provenienti dall’Europa orientale e da alcuni Paesi asiatici. Si tratta di eventi che coinvolgono in genere tra i 100 e i 250 invitati, con permanenze di diversi giorni e un livello di spesa decisamente superiore rispetto al turismo tradizionale.

Economia del territorio

L’impatto economico va ben oltre la singola giornata della cerimonia. Ogni matrimonio attiva infatti una filiera che comprende strutture ricettive, ristorazione, catering, wedding planner, fioristi, fotografi, musicisti, noleggi, trasporti, artigiani e produzioni locali. Secondo gli operatori del settore, la spesa media per un matrimonio internazionale può superare abbondantemente i 100mila euro, con punte molto più elevate per gli eventi di lusso. Il cuore dell’offerta resta la masseria, diventata negli anni il luogo iconico del matrimonio pugliese, capace di coniugare ospitalità, enogastronomia e paesaggio. Casali storici o residenze antiche hanno costi variabili da 3.000 a oltre 15.000 euro solo per l’affitto dello spazio. Quanto ai menù, quelli tipici pugliesi variano dai 150 ai 250 euro a persona. È anche grazie a questo fenomeno che molte masserie hanno investito nell’ampliamento degli spazi dedicati agli eventi, mentre cresce il numero di professionisti altamente specializzati nell’organizzazione di cerimonie destinate a una clientela internazionale.

Le mete del «sì»

Se la Valle d’Itria è diventata il simbolo del wedding tourism pugliese, il fenomeno interessa ormai gran parte della regione. Fasano, Savelletri, Ostuni, Locorotondo, Monopoli e Polignano a Mare guidano la classifica delle località più richieste grazie alla concentrazione di location di tendenza. Notevole è anche l’appeal del Salento, con Lecce, Otranto, Nardò e Gallipoli, sempre più scelte da chi sogna una cerimonia tra il barocco e le spiagge, mentre il Gargano e Trani, nella Bat, conquistano coppie alla ricerca di scenari più autentici e naturalistici, tutti rigorosamente vista mare. Una crescita che lascia intravedere ampi margini di sviluppo per un settore che genera ricchezza diffusa, favorisce la destagionalizzazione e contribuisce a rafforzare l’immagine della Puglia come destinazione internazionale del turismo esperienziale e di alta gamma.