Home » Puglia » Autonomia differenziata, è mobilitazione capillare per bloccare le pre-intese

Autonomia differenziata, è mobilitazione capillare per bloccare le pre-intese

Il Pd della Puglia raccoglie il testimone e trasforma l’appello politico in una mobilitazione destinata a coinvolgere tutti

Autonomia differenziata, è mobilitazione capillare per bloccare le pre-intese

La battaglia contro l’autonomia differenziata entra in una nuova fase. Dopo aver portato lo scontro nelle aule parlamentari e annunciato il ricorso della Regione Puglia alla Corte costituzionale, il governatore Antonio Decaro prova ora ad allargare il fronte della protesta chiamando a raccolta sindaci, amministratori e parlamentari del Mezzogiorno. Il Partito Democratico della Puglia raccoglie il testimone e trasforma l’appello politico in una mobilitazione capillare destinata a coinvolgere tutti i Consigli comunali della regione. L’obiettivo è bloccare il percorso delle pre-intese già approvate dal Parlamento per Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria prima che si arrivi al trasferimento delle competenze.

Per il centrosinistra pugliese, infatti, la riforma rischia di consolidare un’Italia a due velocità, aggravando il divario tra Nord e Sud in settori strategici come sanità, istruzione, protezione civile e servizi pubblici. Negli ultimi giorni Decaro ha alzato ulteriormente il livello dello scontro, invitando i parlamentari meridionali, anche quelli di centrodestra, a non trasformare l’autonomia differenziata in una partita di appartenenza politica ma in una battaglia per la tutela dei diritti dei cittadini. Il presidente della Regione continua a sostenere che senza Livelli essenziali delle prestazioni finanziati, senza un fondo perequativo realmente operativo e con il permanere dei meccanismi della spesa storica, il rischio concreto è quello di ampliare ulteriormente le disuguaglianze territoriali.

È dentro questa cornice che si inserisce la nuova iniziativa del Partito Democratico pugliese. La segreteria regionale ha predisposto un ordine del giorno che sarà presentato in tutti i Consigli comunali per chiedere formalmente al Governo la sospensione dell’iter delle pre-intese e il rispetto dei principi indicati dalla Corte costituzionale, che ha ribadito la necessità di garantire l’eguaglianza sostanziale dei cittadini prima di qualsiasi trasferimento di funzioni. I Comuni sono il primo presidio della Repubblica e il livello istituzionale più vicino ai cittadini. Sono loro a garantire quotidianamente servizi essenziali, protezione civile, politiche sociali e diritti fondamentali. Per questo non possono restare spettatori di una riforma che rischia di incidere profondamente sulla capacità dei territori di assicurare prestazioni uniformi ai cittadini», afferma il segretario regionale del Pd, Domenico De Santis.

L’obiettivo è trasformare ogni aula consiliare in un luogo di confronto politico e istituzionale. «Con questa iniziativa vogliamo costruire una mobilitazione ampia, che coinvolga sindaci, amministratori locali e comunità. Chiediamo a tutti i Consigli comunali pugliesi di approvare questo ordine del giorno per affermare con forza che il diritto alla salute, all’istruzione, alla protezione civile, ai servizi sociali e alle opportunità di sviluppo non può dipendere dal luogo in cui si nasce o si vive», aggiunge De Santis. La strategia è quella di saldare la mobilitazione dei territori alla linea politica della Regione. Dopo l’appello sottoscritto da numerosi sindaci pugliesi e amministratori locali, la sfida del centrosinistra è costruire un fronte istituzionale sempre più ampio per chiedere lo stop all’autonomia differenziata fino a quando non saranno garantite le stesse condizioni di accesso ai diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale. Per Decaro e per il Pd pugliese, la partita non riguarda soltanto l’assetto delle competenze tra Stato e Regioni, ma il modello stesso di Repubblica delineato dalla Costituzione: un Paese che riduce i divari territoriali, non che li renda strutturali.