Piccoli segnali di ripresa ma preoccupa la lieve flessione nella produzione di fusoliere del Boeing 787 nel mese di luglio. È quanto emerge dall’ultimo confronto tra Leonardo e sindacati che aveva per focus in particolare la divisione Aerostrutture. Sette consegne, su otto previste, è il bilancio più recente, che secondo i sindacati (im Cisl, Fiom Cgil e Uilm di Leonardo) può avere conseguenze sul raggiungimento del piano complessivo dei 93 approntamenti previsti per il 2026.
Il bilancio
Dopo un lungo periodo di difficoltà, tra riflessi Covid e post Covid sull’industria aeronautica in generale e crisi specifica di Boeing, la commessa del 787 è comunque in ripresa come l’azienda ha più volte ribadito. A Grottaglie attualmente vengono consegnate 8 fusoliere al mese e si punta ad arrivare a 10, numero che non si toccava da tempo nel sito industriale del Tarantino. Nel frattempo si sta cercando di ovviare a problemi di spedizione che si sono verificati. I sindacati hanno evidenziato la necessità di analizzare a 360 gradi le cause che hanno determinato l’attuale situazione produttiva e le difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi previsti.
Il confronto
«A oggi – accusano le sigle – non esiste ancora una soluzione strutturale e continuiamo a registrare un mancato impegno aziendale su un servizio che riteniamo essenziale per garantire ai lavoratori il collegamento casa-lavoro e viceversa. È evidente che l’aumento del passo produttivo comporti ulteriori complessità, ma proprio per questo da mesi stiamo chiedendo che i lavoratori vengano messi nelle condizioni migliori per sostenere l’incremento dei volumi produttivi». Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori confronti per approfondire le criticità e individuare interventi realmente efficaci. Per Luigi Bennardi di Uilm, «la risalita produttiva legata è per lo stabilimento una sfida importante, soprattutto in relazione all’incremento dei volumi. L’attivazione del terzo turno, ormai in tutto lo stabilimento, testimonia impegno e disponibilità dei lavoratori».
