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Bakari Sako ucciso a Taranto, i minorenni chiedono misure meno afflittive: il 29 i ricorsi al Riesame

I legali del 16enne accusato di aver inflitto le coltellate fatali hanno chiesto il collocamento in comunità per il loro assistito

Bakari Sako ucciso a Taranto, i minorenni chiedono misure meno afflittive: il 29 i ricorsi al Riesame

Hanno chiesto una misura meno afflittiva, con il collocamento in comunità per il loro assistito, gli avvocati del 16enne accusato di aver inflitto le coltellate letali a Bakari Sako, il bracciante agricolo maliano di 35 anni ucciso all’alba di sabato 9 maggio in piazza Fontana, nella città vecchia a Taranto.

La discussione dei ricorsi presentati contro le misure cautelari per i quattro minorenni, tra i 15 e i 16 anni, indagati per l’omicidio, è fissata per venerdì 29 maggio davanti al Tribunale del Riesame.

Per l’episodio sono indagati anche due maggiorenni: il 20enne Fabio Sale e il 22enne Mimmo Colucci. Per loro non è stata ancora fissata, invece, la data per la discussione dei ricorsi.

Nel fascicolo risulta inoltre indagato per favoreggiamento personale nei confronti di Colucci il titolare del bar nel quale la vittima aveva cercato riparo durante l’aggressione.

Secondo la ricostruzione contenuta nel capo d’imputazione, il gruppo avrebbe accerchiato Sako mentre si recava al lavoro in bicicletta in piazza Fontana.

Dopo insulti e minacce, il 15enne accusato di aver impugnato il coltello (ne ha compiuti 16 il 19 maggio) avrebbe sferrato tre fendenti, due al torace e uno all’addome, mentre gli altri indagati lo colpivano con pugni e calci. Il 35enne, che aveva tentato di rifugiarsi nel vicino bar, morì poco dopo per insufficienza cardio-respiratoria acuta conseguente alle ferite riportate.

I difensori del 16enne accusato delle coltellate hanno chiesto una misura meno afflittiva, sollecitando il collocamento in comunità e sostenendo che la confessione resa dal ragazzo attenuerebbe le esigenze cautelari. I legali degli altri minori hanno invece chiesto la revoca della misura per assenza di gravi indizi o, in subordine, una misura meno severa. Nelle dichiarazioni spontanee rese al gip, i tre hanno sostenuto di non essersi accorti delle coltellate inferte alla vittima.