Ad infuocare il dibattito politico di questi giorni è la discussione sull’introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale per le Politiche. Nel testo presentato dal centrodestra, non si prevede la possibilità di esprimere preferenze. E su questo il mondo politico si è diviso.
Soprattutto quello delle donne che temono di rimanere intrappolate da meccanismi che in passato le hanno già viste penalizzate. Sul tema si sono contrapposti appelli firmati da parlamentari, consigliere, sindache con posizioni opposte. Da una parte, 50 esponenti di area cattolico-democratica sostengono che reintrodurre le preferenze significhi restituire ai cittadini il potere di scegliere direttamente i propri rappresentanti.
Secondo le firmatarie, le liste bloccate concentrano troppo potere nelle mani delle segreterie dei partiti, mentre il voto di preferenza rafforza il legame tra eletti, territori ed elettori, favorisce il pluralismo e può contribuire a ridurre la distanza tra politica e cittadini.
Le rappresentanti riconoscono che il sistema presenta alcuni rischi, come il clientelismo o il vantaggio per i candidati più conosciuti e con maggiori risorse, ma ritengono che strumenti come la doppia preferenza di genere possano limitarne gli effetti.
L’altra faccia
Di parere opposto è l’appello promosso dalle deputate di diversa estrazione politica – fra di loro Elena Bonetti (Azione), Silvana Comaroli (Lega), Isabella De Monte (Forza Italia), Chiara Gribaudo (Pd) e Luana Zanella (Avs) – secondo le quali il voto di preferenza tende a penalizzare la rappresentanza femminile perchè le preferenze favoriscono chi dispone già di reti di consenso consolidate, maggiore notorietà e risorse economiche. Per questo chiedono che la nuova legge elettorale non introduca le preferenze. A questa posizione si contrappone quella di Italia Viva, con Maria Elena Boschi in prima fila, che ritiene che «restituiscano invece potere ai cittadini».
Sulla questione, sollecitate, si sono espresse anche le consigliere regionali della Puglia. «L’emendamento che Fratelli d’Italia starebbe valutando di presentare, prevede un sistema ibrido: il capolista resterebbe bloccato, mentre dal secondo candidato in poi l’elettore potrebbe esprimere la propria preferenza», spiega la consigliera regionale Anna Carmela Minuto di Forza Italia che aggiunge, «in concreto, questo significa che il capolista, qualora nel collegio scatti il primo seggio, verrebbe eletto automaticamente. Solo nell’eventualità in cui il partito ottenesse anche un secondo seggio, risulterebbe eletto il candidato che ha raccolto il maggior numero di preferenze. È proprio qui che sta l’equivoco. La maggior parte dei partiti, soprattutto quelli che si attestano sotto il 15-17 per cento dei consensi, nella quasi totalità dei collegi non conquista un secondo seggio. In molti casi, addirittura, non riesce a far eleggere nemmeno tutti i propri capilista». E continua: «Di conseguenza, chi si candida con il sistema delle preferenze, salvo rarissime eccezioni, non avrebbe alcuna reale possibilità di essere eletto. Per questo motivo ritengo che la scelta debba essere chiara e coerente: o si adotta un sistema interamente basato sulle preferenze – soluzione che personalmente apprezzo molto oppure si sceglie un sistema completamente diverso». E conclude: «Ciò che non è accettabile è introdurre un meccanismo che dà agli elettori l’impressione di poter scegliere, quando nella realtà, nella maggior parte dei casi, quella scelta non produce alcun effetto».
Annagrazia Angolano, consigliera regionale del M5S: «Abbiamo già espresso un giudizio nettamente negativo su questa proposta di legge elettorale. Noi siamo favorevoli a un sistema proporzionale, con un contenuto premio di maggioranza e collegi più piccoli, perché collegi troppo estesi possono favorire il clientelismo e avvantaggiare chi dispone di maggiori risorse economiche e organizzative. Siamo inoltre favorevoli al voto di preferenza. Non condividiamo l’idea che le preferenze penalizzino le donne: se una candidata ha consenso e radicamento sul territorio, può essere eletta e valorizzata. Per questo continuiamo a sostenere convintamente il sistema delle preferenze».
Loredana Capone, consigliera regionale del Pd è lapidaria: «Cosa penso delle preferenze? Sono stata sempre eletta con le preferenze, al Comune, alla Provincia, alla Regione. Questo è il sistema elettorale che conosco».
