Mentre sono già circa centomila i biglietti venduti per assistere alle gare dei Giochi del Mediterraneo, si mette in moto anche la diplomazia internazionale. I Giochi, come ha detto anche il Santo Padre Leone XIV all’Angelus di domenica scorsa, sono strumento di pace e occasione per unire nazioni di tre diversi continenti, Africa, Asia ed Europa. Domani sera il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglierà al ricevimento organizzato al castello aragonese sei capo di Stato stranieri (Albania, Macedonia del Nord, Libia, Libano, Algeria e Serbia) e poi i ministri dello sport in rappresentanza di altri dieci Paesi in gara. Con lui il presidente del Senato, Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana, e poi la premier, Giorgia Meloni.
Poche ore dopo, la tribuna autorità del rinnovato stadio Iacovone, alla cerimonia ufficiale di apertura, assomiglierà ad un G8. Sarà un momento di grande dialogo e diplomazia internazionale, in un periodo in cui anche l’area mediterraneo è attraversata da tensioni e venti di guerra. Per il governo italiano, saranno a Taranto insieme alla premier Meloni quattro ministri: Andrea Abodi (Sport), Tommaso Foti (Affari Europei), Orazio Schilaci (Salute) e dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, oltre che da sei sottosegretari. Per la Commissione Europea ci sarà il vicepresidente Raffaele Fitto. E dopo le parole pronunciate da Papa Leone, sono arrivate anche quelle dell’Ordinario Militare per l’Italia, monsignor Gian Franco Saba, che ieri ha sottolineato come l’appuntamento pugliese costituisca un «passo importante verso la pace tra i paesi del bacino Mediterraneo».
L’evento in numeri
I Giochi sono le olimpiadi dell’area mediterranea, con 26 Paesi in gara, circa 4mila atleti ai nastri di partenza e oltre 1853 medaglie pronte. Sarà la prima volta per discipline come padel e pattinaggio a rotelle. Per gli organizzatori si tratta della più grande edizione dalla nascita dei Giochi. La città ha risposto entusiasticamente, mettendo a disposizione migliaia di volontari.
