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Taranto, fumi scuri dall’ex Ilva: la rete Onda del Futuro pretende chiarimenti immediati

Associazioni e cittadini chiedono verifiche ad Arpa e ministero sui vapori sospetti sprigionati dall’Altoforno 2

Taranto, fumi scuri dall’ex Ilva: la rete Onda del Futuro pretende chiarimenti immediati
Emissioni dall’Afo2 dell’ex Ilva di Taranto (la foto pubblicata sui social da Luciano Manna di VeraLeaks)

Una densa scia di fumo scuro, caratterizzata da tonalità che sfumano dal grigio al nero e chiaramente distinguibile anche a molti chilometri di distanza dall’impianto, ha sollevato pesanti interrogativi e forte apprensione nella cittadinanza riguardo alla natura delle emissioni e ai potenziali rischi per la salute collettiva a Taranto. La rete civica “Onda del Futuro” – sodalizio nato dall’impegno di associazioni e residenti che lo scorso 17 ottobre erano scesi in piazza per invocare la chiusura definitiva del polo siderurgico – ha deciso di presentare una formale e dettagliata richiesta di accesso alle informazioni e di chiarimento urgente indirizzata al Ministero dell’Ambiente, all’Ispra, alla Regione Puglia, ad Arpa Puglia, oltre che al Comune e alla Prefettura di Taranto.

Al centro dell’esposto figurano le segnalazioni relative a dense colonne di fumo che sembrerebbero scaturire direttamente dall’area dell’Altoforno 2 dello stabilimento Acciaierie d’Italia (ex Ilva). Gli impianti in questione si trovano attualmente in una fase di preriscaldo, disposta in seguito alla sospensione delle attività produttive intervenuta nell’ambito delle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il fermo dell’intera area a caldo.

Tuttavia, la rete civica contesta fermamente tale giustificazione procedurale, ammonendo che «il fatto che un impianto sia in preriscaldo non può essere considerato, da solo, una garanzia di assenza di emissioni inquinanti». Gli attivisti precisano inoltre che «il colore dei fumi non è sufficiente per determinarne la composizione o la pericolosità: servono controlli strumentali, verifiche indipendenti e informazioni accessibili alla cittadinanza».

Nel dettaglio del documento trasmesso alle istituzioni, “Onda del Futuro” formula una serie di richieste puntuali e stringenti: identificare con assoluta certezza l’esatta sorgente delle emissioni anomale, chiarire quali operazioni tecniche fossero concretamente in corso all’interno del perimetro industriale e rendere pubblici tutti i dati relativi agli inquinanti dispersi nell’atmosfera. L’elenco delle sostanze da monitorare comprende le polveri sottili PM10 e PM2.5, gli ossidi di azoto, l’anidride solforosa e il monossido di carbonio. Viene inoltre chiesto esplicitamente se gli enti preposti, ovvero Arpa Puglia e Ispra, abbiano tempestivamente effettuato campionamenti specifici e controlli straordinari, domandando quali siano esattamente le prescrizioni ambientali che disciplinano la procedura di preriscaldo.

L’istanza solleva infine il tema cruciale della valutazione dei rischi per la popolazione residente e delle eventuali misure precauzionali da attivare in caso di emissioni anomale o situazioni di pericolo per la salute pubblica. La nota si conclude con un appello accorato e perentorio: «Taranto non può essere lasciata nell’incertezza. I cittadini hanno diritto a conoscere che cosa viene immesso nell’aria che respirano, quali controlli vengono effettuati e quali garanzie concrete sono previste per la loro salute», ribadendo la necessità di risposte ufficiali, documentate e della totale trasparenza sugli esiti dei controlli effettuati.