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Cortei in tutta Italia, 150 perquisizioni, quasi 5mila identificati e 371 fermi: 110 sono minorenni

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza traccia il bilancio delle manifestazioni dopo gli scontri a Bologna, Torino e Verona: 9 gli arresti

Cortei in tutta Italia, 150 perquisizioni, quasi 5mila identificati e 371 fermi: 110 sono minorenni
(Foto Ansa)

La giornata di mobilitazioni e proteste di ieri, sabato14 ottobre, è culminata in oltre 150 perquisizioni eseguite tra Milano e altre 20 città italiane a seguito della scoperta di una chat sospetta che coordinava le azioni. Il quadro complessivo tracciato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza delinea un bilancio di eccezionale gravità per l’ordine pubblico: le forze dell’ordine hanno proceduto all’identificazione di 4.292 persone, eseguito 9 arresti, notificato 87 denunce e accompagnato negli uffici 371 soggetti, tra i quali figurano ben 110 minorenni e 69 cittadini stranieri.

Situazioni particolarmente critiche si sono registrate a Bologna, dove il centro storico è stato teatro di una notte di caos caratterizzata da scontri violenti con le forze dell’ordine e dal saccheggio dello store Nike in via Rizzoli. L’episodio del saccheggio è stato documentato e diffuso sui social network dall’ex consigliere regionale e candidato civico Giovanni Favia attraverso un video, accompagnato dalla canzone «In Italia» del rapper Fabri Fibra, in cui si vedono giovani incappucciati e armati di bastoni infrangere le vetrine per trafugare capi d’abbigliamento, sullo sfondo di un bancomat distrutto, cassonetti dati alle fiamme e pensiline danneggiate. L’ondata di violenza ha richiesto l’intervento massiccio del 118, che ha totalizzato 32 interventi complessivi: 14 codici di bassa gravità, 5 di media gravità e 5 gestiti sul posto, oltre a 19 trasporti urgenti in pronto soccorso suddivisi tra l’ospedale Maggiore, il Policlinico di Sant’Orsola e la struttura di Bentivoglio, come comunicato dai dati definitivi dell’Ausl.

Momenti di forte tensione anche a Torino, teatro di un corteo non preavvisato e promosso da attivisti vicini all’ex centro sociale Askatasuna sotto lo slogan «contro il riarmo». L’operazione congiunta di polizia, carabinieri e guardia di finanza ha portato all’identificazione di 413 partecipanti, con 2 arresti per resistenza a pubblico ufficiale e 25 denunce per reati che vanno dall’istigazione a delinquere all’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e al travisamento. Tra i manifestanti bloccati, un uomo legato ai Carc-Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo ha trascorso la notte in ospedale per accertamenti medici a seguito di ferite riportate negli incidenti, prima di essere rilasciato insieme ad un’altra mezza dozzina di persone bloccate nella zona di piazza Baldissera.

A Verona, l’azione preventiva delle forze dell’ordine ha portato all’accompagnamento in Questura di 22 persone nel corso del pomeriggio, tra cui 18 minorenni giunti da fuori provincia – dinamica analoga alle scorribande registrate il sabato precedente nel centro storico scaligero -, tra i quali un 12enne trovato in possesso di una spranga di ferro nascosta nello zaino. Dei quattro maggiorenni controllati, uno è stato espulso dal territorio nazionale e un altro è stato formalmente denunciato.