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Ex Ilva, il Pd Puglia: «Governo taglia fondi per la decarbonizzazione. Pietra tombale sul destino dei lavoratori»

Il dem sottolineano «la necessità che lo Stato intervenga per dare risposte certe alle migliaia di operai e alle loro famiglie»

Ex Ilva, il Pd Puglia: «Governo taglia fondi per la decarbonizzazione. Pietra tombale sul destino dei lavoratori»
Lo stabilimento ex Ilva di Taranto

«Il Governo Meloni pare voler mettere una pietra tombale sul destino dei lavoratori dell’ex Ilva». Lo afferma il segretario del Partito democratico della Puglia, Domenico De Santis, evidenziando che «nella legge di Bilancio, nel giro di tre anni, è previsto l’azzeramento delle risorse rimaste, con il definanziamento dei fondi previsti» per la decarbonizzazione del siderurgico. «Il tutto – prosegue – mentre fino a pochi giorni fa» lo stesso Governo «confermava ai sindacati la volontà di perseguire lungo la via della decarbinizzazione, mentendo sapendo di mentire. Quei fondi non si toccano, sono vitali soprattutto in questo momento».

Il Pd rivendica per l’ex Ilva e per Taranto «la necessità che lo Stato intervenga per dare risposte certe alle migliaia di lavoratori e alle loro famiglie, sospesi in un limbo di fatto di incertezze e preoccupazioni».

Il leader dem pugliese chiede che «il Governo spieghi cosa vuole fare di quelle risorse, perché questo sarebbe un tradimento grave per quanti di quel lavoro vivono, per la città di Taranto e per l’industria italiana. Un colpo duro alla competitività del sistema produttivo del Paese».

Sul tema è intervenuta anche la deputata tarantina del Partito democratico, Francesca Viggiano, sottolineando che «per anni a Taranto è stato chiesto di aspettare la decarbonizzazione. Ora il Governo Meloni cancella anche i soldi che aveva a disposizione per farla».

La parlamentare sottolinea che «quei 720 milioni potevano servire a ridurre le emissioni della fabbrica, ma potevano anche essere destinati a un progetto di riconversione più ampio, che partisse dalle bonifiche e creasse lavoro in altri settori». La deputata spiega che «il taglio vale 498,8 milioni tra il 2027 e il 2029 e altri 221,8 milioni dal 2030. È ciò che restava del miliardo stanziato per l’impianto di preridotto di DRI d’Italia, previsto per alimentare i forni elettrici».

Viggiano contesta anche la sostituzione dei finanziamenti con la promessa dei contratti di sviluppo: «Il Mimit – esorta – dica quali somme sono effettivamente disponibili e quando potranno essere spese».

La parlamentare dem chiede inoltre il ripristino integrale delle risorse e che la premier Meloni riferisca in Parlamento. «Dica quali bonifiche – conclude – intende finanziare, quali investimenti vuole portare a Taranto e che prospettive offre ai lavoratori».