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Liste d’attesa in Puglia, calano i tempi per i codici urgenti: prestazioni entro tre giorni salite al 40%

Tempi più brevi per le liste d'attesa in Puglia: le prestazioni urgenti (U) erogate entro tre giorni sono salite al 40%, segnando un incremento di 7 punti percentuali rispetto a gennaio. Le prestazioni con codice breve (B), da garantire entro dieci giorni, hanno raggiunto quota 41%, con una crescita del 6%. Il monitoraggio regionale, giunto…
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Tempi più brevi per le liste d’attesa in Puglia: le prestazioni urgenti (U) erogate entro tre giorni sono salite al 40%, segnando un incremento di 7 punti percentuali rispetto a gennaio. Le prestazioni con codice breve (B), da garantire entro dieci giorni, hanno raggiunto quota 41%, con una crescita del 6%.

Il monitoraggio regionale, giunto alla decima settimana, evidenzia un piano d’azione capillare che ha portato al contatto di 135.612 cittadini. Di questi, 123.001 erano in attesa di visite o esami e 12.611 di ricoveri.

L’operazione di recupero ha permesso di anticipare complessivamente 70.218 prestazioni. Un dato rilevante riguarda la gestione degli appuntamenti: al 12 aprile, si contano 38.501 rifiuti, di cui oltre 33mila relativi alla specialistica. Tra le motivazioni principali, il 44% dei cittadini ha preferito mantenere l’appuntamento originale, il 19% aveva già svolto l’esame privatamente o altrove, mentre l’8% ha dichiarato che la prestazione non era più necessaria.

L’attività si è estesa anche alle prenotazioni fissate per il 2026, che oggi rappresentano circa il 40% delle prestazioni anticipate (23.371 interventi). Sebbene il focus resti sui codici prioritari U e B, che coprono il 65% delle anticipazioni, gli interventi stanno coinvolgendo anche i codici D (differibili) e P (programmabili). Nel dettaglio, il 22% dei recuperi riguarda la diagnostica per immagini – come TC, RMN, ecografie e radiografie – mentre il 37% è relativo alle prime visite specialistiche.

Il piano sperimentale ha inoltre garantito la continuità assistenziale per i pazienti cronici e oncologici, recuperando 2.762 prestazioni prive di codice di priorità ma essenziali per la stadiazione di neoplasie e il completamento di percorsi diagnostico-terapeutici (Pdta).

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