La vicenda della Tac torace-addome richiesta da Mino Mazzeo, 75 anni, di Nardò, cambia prospettiva ma non si chiude. Dopo la segnalazione pubblicata ieri sulle difficoltà incontrate dal paziente nel tentativo di ottenere l’esame, arriva la precisazione della Asl Lecce.
Una ricostruzione che sposta il punto della questione: non si sarebbe trattato, almeno all’origine, di una mancata disponibilità dell’esame. Secondo le verifiche effettuate dall’azienda sanitaria attraverso i sistemi Cup, la prestazione era stata infatti prenotata nei primi giorni di giugno, sulla base di una prescrizione con priorità D. L’appuntamento era stato fissato per il 25 giugno al servizio di Radiologia del Distretto di Campi Salentina, dunque entro i tempi previsti dalla classe di priorità indicata sulla ricetta.
Quel giorno, però, Mazzeo non si presentò. E dalla documentazione consultata dalla Asl non risulta nemmeno una disdetta preventiva dell’appuntamento. È un elemento sul quale l’azienda sanitaria richiama l’attenzione perché un posto lasciato libero senza preavviso non può essere riassegnato in tempo a un altro cittadino in attesa di una prestazione. Ma il diretto interessato non nega quanto emerge dalle registrazioni. Anzi, conferma di non essere andato a Campi Salentina. La ragione, però, è quella che secondo lui cambia il significato della vicenda. «È vero, non sono andato, ma ero ammalato», racconta il 75enne.
Il problema, per Mazzeo, non è dunque soltanto ciò che accadde il 25 giugno, ma quello che è successo successivamente. Perché una volta superata la malattia, la necessità dell’esame non sarebbe venuta meno. E proprio qui il racconto del paziente torna a incrociare il tema, più ampio, delle difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie. «Potrebbero darmi un altro appuntamento», è la richiesta di Mazzeo.
Una richiesta che, nelle sue parole, diventa ancora più concreta quando ricostruisce il passaggio compiuto ad agosto. «Dopo che mi sono rimesso, sono andato al Cup per prenotare l’esame e mi sono sentito dire che non era possibile e di ritornare a settembre», spiega. Nel frattempo, è arrivata anche la comunicazione relativa al pagamento dell’importo equivalente al ticket per la prestazione non effettuata. «Ho già ricevuto la lettera per il pagamento di 23,24 euro per quella prestazione saltata, che pagherò», precisa Mazzeo. Ma il pagamento, sottolinea, non rappresenta il cuore della sua protesta. Il punto è riuscire a fissare una nuova data per l’esame.
La Asl Lecce, dal canto suo, evidenzia che esiste un percorso specifico per le situazioni nelle quali una prestazione non risulti disponibile entro i tempi stabiliti dalla priorità indicata nella prescrizione. Sono le cosiddette «Liste Tutor», uno strumento pensato per prendere in carico i cittadini che rischiano di non ottenere l’esame nei tempi previsti. Ed è proprio su questo terreno che potrebbe svilupparsi il prossimo capitolo della vicenda.
L’azienda sanitaria, infatti, non si limita a fornire la propria ricostruzione dei fatti, ma lascia aperta la possibilità di un confronto diretto con il paziente. «La Asl Lecce resta in ogni caso disponibile a incontrarlo», viene precisato, anche per verificare l’eventuale esistenza di prenotazioni respinte e individuare una soluzione adeguata. Il caso, quindi, non può essere letto soltanto come una contrapposizione tra la versione del paziente e quella dell’azienda sanitaria. I dati del Cup chiariscono che una prima prenotazione c’era stata e che, per la priorità D, la data assegnata risultava compatibile con i tempi previsti. Mazzeo, dal canto suo, riconosce di aver perso quell’appuntamento, ma spiega che l’assenza fu determinata da un problema di salute e sostiene di non aver trovato, al momento della successiva richiesta, una strada immediata per recuperare l’esame.
Resta così una questione molto concreta, sulla quale la precisazione della Asl non mette ancora la parola fine: quale sarà la nuova data per la Tac torace-addome del 75enne? È questo, adesso, il punto decisivo. Perché se la prima prenotazione dimostra che una risposta nei tempi prescritti era stata inizialmente garantita, la situazione attuale impone di capire come accompagnare il paziente verso una nuova prestazione, senza perdere di vista né le regole del sistema di prenotazione né le sue necessità.
La disponibilità annunciata dalla Asl a incontrare Mazzeo potrebbe dunque rappresentare il passaggio utile per trasformare una vicenda nata come denuncia sulle liste d’attesa in un caso da risolvere concretamente. La prossima risposta, più che dalle carte, dovrà arrivare da un appuntamento: giorno, ora e luogo in cui il 75enne potrà finalmente sottoporsi alla Tac che ancora attende.
