Gli impianti sportivi realizzati o riqualificati in Puglia per i Giochi del Mediterraneo dovranno continuare a essere al servizio delle comunità, con un ruolo centrale per le scuole. Lo ha sottolineato il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, parlando al Meeting di Rimini dell’eredità della manifestazione in corso a Taranto.
«Gli impianti che abbiamo realizzato, a partire da quelli di Taranto, ma ne abbiamo fatti 45 di interventi in Puglia, rappresenteranno per noi un ulteriore motivo di responsabilità, perché quegli impianti dovranno proseguire a servire le comunità», ha spiegato Abodi.
Complessivamente, gli interventi sono stati sostenuti con 275 milioni di euro, grazie anche al lavoro del commissario straordinario, Massimo Ferrarese. L’obiettivo è trasformare le nuove infrastrutture in spazi di sport, aggregazione e inclusione. «Dallo Stadium fino all’ultimo impianto scolastico – ha detto il ministro – dovranno e potranno rappresentare una prospettiva di fiducia e speranza», contribuendo a contrastare sedentarietà, disagio giovanile e illegalità.
In questa prospettiva, Comune, Regione Puglia e federazioni sportive stanno lavorando a un accordo quadro per garantire l’utilizzo degli impianti a partire dalle scuole. L’idea, ha spiegato Abodi, è ampliare il perimetro delle palestre scolastiche, offrendo agli studenti nuovi luoghi per praticare attività sportiva e favorire la socialità. Lo sport diventa così anche strumento educativo e una forma di «difesa immunitaria» sociale e individuale.
