Una strategia operativa mirata per affrontare le criticità strutturali del comparto vitivinicolo pugliese, riequilibrare il delicato rapporto tra offerta e domanda, ridurre le eccedenze e salvaguardare concretamente il reddito delle imprese agricole.
È la proposta formulata dall’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, e condivisa con il Comitato vitivinicolo della Regione Puglia, pronta per essere portata all’attenzione del Governo nazionale.
Il piano d’azione messo a punto dalla Regione si sviluppa su linee guida ben precise: l’attuazione rigorosa del catasto vitivinicolo, un governo più attento delle superfici coltivate, la gestione mirata delle eccedenze, una profonda revisione degli strumenti legati all’OCM Vino, il rafforzamento delle attività di promozione sui mercati internazionali e, infine, un’intensificazione dei controlli lungo l’intera filiera produttiva.
Catasto vitivinicolo
Priorità e dati reali per programmare il futuro. Nel corso del confronto all’interno del Comitato, un’attenzione particolare è stata riservata al tema nevralgico del catasto vitivinicolo, considerato lo strumento imprescindibile per qualsiasi programmazione seria ed efficace. «Ho ribadito l’urgenza, non più rinviabile, nel dover determinare con assoluta precisione le produzioni pugliesi», ha dichiarato l’assessore Francesco Paolicelli. Attualmente, i dati ufficiali restituiscono la fotografia di un settore forte di 91mila ettari di superficie vitata, una produzione che si attesta mediamente sugli 8,4 milioni di ettolitri e una base produttiva di oltre 23.000 aziende agricole attive sul territorio regionale. Tuttavia, l’esigenza prioritaria è andare oltre le stime generali: «Dobbiamo capire con esattezza quanto sono estesi i vigneti non censiti e disporre di dati reali, puntuali e verificabili. Solo così potremo motivare con forza le richieste di aiuti economici straordinari, tarare al meglio le modalità di produzione e ottimizzare le strategie di promozione dei vini pugliesi sui mercati globali. Ecco perché sul completamento e l’efficacia del catasto vitivinicolo non sono più ammissibili ulteriori ritardi», ha concluso l’assessore regionale.
Governo dell’offerta
Accanto al monitoraggio puntuale delle superfici, la strategia regionale punta a correggere le distorsioni del mercato attraverso interventi mirati di gestione delle eccedenze. La sovrabbondanza produttiva rischia infatti di penalizzare la remunerazione dei produttori locali, rendendo indispensabile un intervento coordinato a livello nazionale ed europeo. La revisione degli strumenti previsti dall’OCM (Organizzazione Comune del Mercato) Vino rappresenta un tassello cruciale per dotare le Regioni di leve più flessibili e reattive di fronte alle crisi congiunturali. Parallelamente, il piano prevede un’azione di stimolo per la competitività internazionale: l’obiettivo è valorizzare l’identità e la qualità crescente dei vitigni autoctoni pugliesi, consolidando la presenza del brand enologico regionale nei principali Paesi esteri e garantendo, al contempo, trasparenza e legalità attraverso controlli severi su tutta la filiera produttiva.
