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Rimanere senza un centesimo aguzza l’ingegno, il successo può arrivare se hai toccato il fondo

Trovarsi col portafogli al verde è una grande prova del nove nella vita. Se superata, ti rende più forte, anche se è una delle strade più in salita

Rimanere senza un centesimo aguzza l’ingegno, il successo può arrivare se hai toccato il fondo
Al centro, Jennifer Lopez all’Anema e Core di Capri. In alto a sinistra, Luca Ward con la moglie Giada Desideri. Qui sopra, Lino Banfi (nel riquadro da giovane). A sinistra, dall’alto, Silvio Berlusconi ed Ennio Doris; Jennifer Garner; Oprah Winfrey; Alda Merini; Nicoletta Braschi e Roberto Benigni (Foto dai social)

La miseria quando l’incontri ti fa paura, ma poi può anche aiutarti. A me è successo e devo dire che è stata dura: quando è morto mio padre, dopo una lunga malattia, ho dovuto pagare per mesi due infermieri che dovevano essere presenti ventiquattr’ore su 24. Era stata una mia scelta, perché non volevo assolutamente che mia madre, già provatissima, dovesse affrontare anche quello che succede quando certe malattie terminali sono così atroci.

Quando è morto, avevo giusto 200 euro in banca e un mutuo che mi strangolava. Fortunatamente mi hanno pagato una fattura in quel giorno e con quella ho potuto coprire le spese del funerale. Ho tenuto botta, ne sono uscito, lavorando tanto, di giorno e di notte.

Da allora mi sento più forte: anche quando si è proprio al minimo, se si tiene duro, si va avanti e se ne esce. Ma non è sempre così.

Luca Ward, cento lavori ma sempre a testa alta

È una cosa che mi accomuna anche a un mio amico personale: parlo di una delle voci più belle del cinema, ossia di Luca Ward, tra l’altro voce italiana di Russell Crowe. Bene, lui mi ha confessato che non si è mai arreso nella vita, anche di fronte al peggio.

«Quando avevo appena 13 anni, mio padre è morto. Anche lui era un doppiatore come me ed era anche un attore bravissimo. Per me era l’asse portante di tutta la mia famiglia. Avevo una madre, fratelli e ci siamo improvvisamente trovati nella miseria più totale. Ma, essendo forte e sano, ho fatto il facchino, il bagnino, il benzinaio, il camionista, anche il bibitaro».

Anche i ricchi piangono

Certo, Luca era di una famiglia normale: se si gira e si gira male, è facile trovarsi in una situazione spaventosa. Ma anche i ricchi, a volte, piangono, come diceva una telenovela degli anni Ottanta.

Quando la banca d’investimento americana Lehman Brothers ha dichiarato bancarotta, e stiamo parlando del settembre 2008, è partita una crisi mondiale e molti personaggi, fino a ieri ricchi, idolatrati, amati, corteggiati – parlo di banchieri, investitori, dipendenti – si sono anche suicidati.

La generosità di Ennio Doris e Silvio Berlusconi

E dobbiamo ricordare che, però, molte di quelle persone, parlo solo di quelle italiane, sono state salvate da persone generose come il banchiere Ennio Doris e il suo socio Silvio Berlusconi: decisero di rimborsare personalmente – sottolineo personalmente – circa 10.000 clienti di Mediolanum che avevano creduto alle obbligazioni Lehman. Doris e Berlusconi misero a disposizione fino a 120 milioni di euro per coprire le perdite di quegli investitori.

Le donne pagano a volte il prezzo più alto

Spesso molte donne si sono ritrovate in una brutta situazione quando si sono ritrovate sole, magari con figli, e con un marito che le aveva mollate dall’oggi al domani.

È successo persino a una diva internazionale come Jennifer Garner che, quando è stata lasciata da Ben Affleck, ha capito che, se fino a ieri faceva l’attrice a tempo perso, nel momento in cui si è ritrovata sola e con tre figli doveva darsi da fare.

«La situazione è diventata molto seria per me, che non avevo mai pensato molto ai soldi. A un certo punto il pensiero è stato: “Devo guadagnare qualcosa da oggi”».

Certo, con figli piccoli è difficile ricominciare. Oltretutto, lei, attrice, non poteva permettersi di accettare contratti che l’avrebbero portata lontana da casa, perché doveva badare ai bambini.

Così il lavoro si è un po’ assottigliato, ma, essendo bravissima, essendo bellissima, essendo una donna con una grinta strepitosa, è riuscita non solo a continuare a fare l’attrice pur rimanendo nella zona di Los Angeles, vicino a casa, ma addirittura ha intrapreso un piano B, fondando un brand alimentare con alcune amiche: il marchio si chiama Once Upon a Farm, produce alimenti ed è andato bene.

La miseria è il copione della vera comicità

La miseria, a volte, rende geniali anche chi fino a quel momento non pensava di esserlo.

Non a caso Totò, il principe Antonio de Curtis, un tempo ripeteva a chi andava da lui a chiedere consigli: «Io so a memoria la miseria, e la miseria è il copione della vera comicità».

Non a caso uno dei suoi film più famosi è «Miseria e nobiltà», scritta in napoletano da Eduardo Scarpetta nel 1887, padre di Eduardo De Filippo, e portata sul grande schermo nel 1954 con Totò. Ne sa qualcosa Lino Banfi, che è nato Zagaria.

Lino Banfi, neanche i soldi per mangiare

«Quando ho iniziato non solo non avevo una lira, ma proprio non avevo neanche i soldi per mangiare e, se non ci fosse stata mia moglie Lucia, che già lavorava come parrucchiera ed era allora solo la mia fidanzata, a mandarmi qualche spicciolo, non so come ce l’avrei fatta. Sono addirittura arrivato al punto di fare il palo per una banda a Milano che rapinava appartamenti e l’ho scritto pure sul mio libro, ma per fortuna mi sono ritirato appena in tempo».

I genitori non credevano in lei

Jennifer Lopez, la grande popstar mondiale, rivela: «Da giovane, a New York, ho dormito su un divano nello studio di danza dove lavoravo perché i miei genitori non credevano minimamente nel mio futuro artistico, ma non ho gettato la spugna e ce l’ho fatta. Certo, la strada è stata davvero tanto, tanto in salita».

Roberto Benigni, non dimentica che, se oggi è quello che è, è perché ha conosciuto «una povertà assoluta, anche se dignitosa».

Non dimentica che da bambino ha vissuto in una stalla riadattata a casa, priva di riscaldamento ed elettricità.

Però la sua vita è stata riempita dall’amore dei due genitori che non potevano dare tanto, ma alla fine gli hanno dato tutto.

Alda Merini, la generosità di chi non aveva nulla

Come giornalista ho avuto la fortuna di avvicinarmi alla grande poetessa Alda Merini.

Viveva, negli ultimi anni, in una casa davvero misera, sui Navigli, a Milano: piccolissima, piena di libri e di stracci.

Mi ricordo che, durante un servizio con una mia collega, indossava una sciarpa che le era stata regalata da Ottavio Missoni, il grande stilista, anche lui uomo strepitoso e anche lui uomo che aveva conosciuto la miseria quando era dovuto scappare dalla Jugoslavia.

Lei, vedendo una giornalista così gentile, decise di regalarle quella sciarpa. La collega cercò di non prenderla, ma lei aveva insistito talmente tanto che alla fine accettò.

Ricordo che le regalammo un enorme cesto alimentare. Era un modo per dirle grazie e, nello stesso tempo, per riempirle il frigo.

Oprah Winfrey, cresciuta in estrema povertà

Persino star assolute come Oprah Winfrey hanno un passato di autentica miseria e oggi sono non solo ricchissime, ma riescono addirittura a finanziare scuole per garantire un futuro alle bambine africane. «Sono cresciuta in estrema povertà. Ho indossato vestiti persino fatti da sacchi di patate. Ho tenuto duro ed eccomi qui».

Geolier a 13 anni operaio

Geolier, Emanuele Palumbo, è uno dei cantautori più amati dai giovani.

Il suo talento è cresciuto grazie alla sua passione per la musica, ma nasce anche dalle doti, dalla grinta e dalla disciplina che sono cresciute in lui vedendo da vicino quanto fosse difficile la vita.

Andava alle medie e intanto lavorava in una fabbrica di lampadari per aiutare la famiglia.

Poi la musica, il talento e la voglia di diventare qualcuno lo hanno fatto diventare uno dei cantautori più amati degli ultimi anni.

La storia dei «poveri ma belli» è infinita

Ghali è cresciuto a Baggio, quartiere popolare della periferia di Milano. È cresciuto con la mamma, cui ha dedicato molte delle sue canzoni più celebri. Il padre era in carcere e lui divideva con lei il letto.

Per lui è stata la forza che lo ha reso quello che è.

E quando lo sento parlare di sua mamma e quando vedo questa sua riconoscenza assoluta, che ha dimostrato anche a Sanremo, mi commuovo. Non tanto perché ha passato quello che ha passato, ma perché le grandi storie d’amore – e quella tra una madre e un figlio è una grande storia d’amore – sono sempre davvero emozionanti.

Mai, mai gettare la spugna!

E, in qualche modo, queste storie, che potrebbero strappare anche una lacrima a chi, come me, ha vissuto in prima persona dei momenti così difficili, mi strappano anche un sorriso perché, come diceva Rossella O’ Hara in «Via col vento», «Domani è un altro giorno».

E in quel domani può sempre sorgere un nuovo sole.

Scrivetevelo nella mente e nel cuore: mai, mai gettare la spugna!