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Puglia, il monito di Picaro: «La Regione spenda meglio le risorse. Il governo fa la sua parte» – L’INTERVISTA

L’europarlamentare di FdI, dalla festa di Meloni, rivendica il peso dell’esecutivo a Bruxelles e punge la Giunta Decaro sulla gestione dei fondi

Puglia, il monito di Picaro: «La Regione spenda meglio le risorse. Il governo fa la sua parte» – L’INTERVISTA

«L’Italia oggi conta di più in Europa. La Puglia, invece, deve imparare a usare meglio le risorse che ha». Michele Picaro, europarlamentare di Fratelli d’Italia, dalla festa di Meloni a Bari rivendica il peso conquistato dal governo a Bruxelles e punge la Regione sulla gestione dei fondi.

Picaro, che atmosfera si è respirata a Bari?

«C’era tantissimo entusiasmo e una grande presenza di amici arrivati da tutta Italia. Abbiamo anche un’ospite d’eccezione venuta appositamente dagli Stati Uniti. È la dimostrazione di come Fratelli d’Italia sia sempre più una comunità, una realtà capace di parlare con il popolo e di sentirsi parte del popolo».

È questo il messaggio che volete dare con questa festa?

«Sì alla porto di Bari non c’era distinzioni di posti. Eravamo tutti uguali: ministri, parlamentari, consiglieri regionali, cittadini e simpatizzanti. È questo il messaggio importante che abbiamo lanciato alla comunità barese, alla Puglia e a tutti coloro che credono in Fratelli d’Italia».

Qual è il bilancio di questi quasi quattro anni di governo?

«È un bilancio estremamente positivo. Dalla mia esperienza europea posso dire che finalmente l’Italia è quantomeno coprotagonista delle scelte che vengono prese in Europa, mentre prima molto spesso eravamo costretti a subirle. Giorgia Meloni, con la sua capacità e la sua coerenza nel guidare la nazione, è diventata un leader affidabile e credibile, un punto di riferimento per molti politici europei e mondiali».

C’è un problema italiano che a Bruxelles ancora non riescono a comprendere?

«Sì: l’Italia ha peculiarità e capacità che l’Europa dovrebbe imparare a valorizzare. Bruxelles molto spesso ragiona per macrosistemi e non riesce a comprendere fino in fondo quanto le specificità dei territori possano rappresentare una ricchezza. L’Italia, da questo punto di vista, è unica: penso ai nostri borghi, alle tradizioni, alla cultura. Tutto questo può diventare un volano non soltanto per l’economia italiana, ma per quella europea».

Un esempio concreto?

«L’agroalimentare. Nonostante una congiuntura internazionale negativa, il settore registra una crescita dell’export dell’8 per cento. È la dimostrazione che quando c’è qualità, la qualità riesce a resistere anche alle crisi e continua a essere un punto di riferimento sui mercati internazionali».

Prima della fine della legislatura c’è qualcosa che la Puglia può ancora chiedere al governo?

«Direi che la Puglia, più che chiedere al governo, dovrebbe dare di più ai cittadini pugliesi. Il governo ha già dato molto: ha aumentato il fondo per la sanità e ha creato la Zes unica, che ha prodotto risultati importanti».

Quindi il problema è regionale?

«La Puglia, e parlo del governo regionale, dovrebbe imparare a utilizzare meglio questi fondi, cambiare i sistemi organizzativi e individuare le persone giuste nei posti giusti, senza valutarle in base al tornaconto elettorale».