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Puglia, 63 incendi solo nell’ultimo mese: seconda in Italia per area percorsa dal fuoco

L’assessora alla Protezione civile, Debora Ciliento, ha illustrato un piano da 70 milioni per rafforzare le attività di prevenzione e contrasto

Puglia, 63 incendi solo nell’ultimo mese: seconda in Italia per area percorsa dal fuoco

La Puglia entra nell’estate con un paradosso sempre più evidente: mentre crescono investimenti, mezzi e risorse dedicate alla lotta agli incendi, aumentano anche i roghi e le criticità operative. È il quadro emerso dalla lunga audizione straordinaria della V Commissione Ambiente del Consiglio regionale, convocata dalla presidente Loredana Capone (Pd) e dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, per fare il punto sul sistema antincendio boschivo dopo gli ultimi devastanti roghi nel Salento. Una seduta fiume che ha riunito allo stesso tavolo Protezione civile, Arif, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali, volontariato, sindaci e direttori dei parchi regionali.

Obiettivo: individuare le falle di un sistema che, nonostante gli investimenti, continua a mostrare fragilità proprio nei momenti di massima emergenza. I numeri fotografano uno scenario preoccupante. Secondo il comandante regionale dei Carabinieri forestali, Angelo Vita, il 2026 è già l’anno più pesante degli ultimi sei per quanto riguarda l’avvio della stagione degli incendi. In Puglia si contano già 76 roghi, di cui 63 soltanto nell’ultimo mese, un dato superiore allo stesso periodo del 2025. La regione si conferma, inoltre, seconda in Italia per superficie media percorsa dal fuoco per singolo incendio. Di fronte a questa emergenza, la Regione rivendica uno sforzo economico senza precedenti. L’assessora alla Protezione civile, Debora Ciliento, ha illustrato un piano da circa 70 milioni di euro destinato al rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto. Tra gli interventi figurano 2,76 milioni per le aree protette regionali, 2 milioni ai Comuni, 3 milioni per il potenziamento delle strutture operative, 8,5 milioni per due elicotteri regionali basati a Foggia e Grottaglie, 16 milioni per il monitoraggio agrometeorologico e idraulico, 15 milioni per la rete radio regionale e altri 10 milioni per l’adeguamento dell’aeroporto Gino Lisa destinato ad ospitare anche i Canadair della flotta nazionale.

Ma proprio qui emerge il nodo politico. La presidente Capone ha ricordato che, nonostante i 10 milioni investiti sul «Gino Lisa», il Governo non ha ancora assegnato alla Puglia un Canadair stabile, considerato indispensabile per una regione che ogni estate combatte centinaia di incendi.

Sul fronte dell’opposizione, Fratelli d’Italia attacca l’efficacia della macchina organizzativa. Pagliaro parla di un sistema «frammentato», chiedendo spiegazioni sull’utilizzo dei mezzi acquistati negli anni passati e rimasti inutilizzati, sull’impiego dei due elicotteri regionali e sui ritardi nelle convenzioni con Vigili del fuoco e associazioni di volontariato. Nel mirino anche l’assenza di una base operativa nel Leccese, provincia che registra il maggior numero di incendi, e il mancato utilizzo dell’eliporto di Supersano. Le criticità non riguardano soltanto mezzi e risorse. I rappresentanti sindacali dei Vigili del fuoco hanno denunciato una carenza di circa 350 unità negli organici pugliesi, oltre a problemi di interoperabilità tra la Sala operativa unificata della Protezione civile e il Corpo nazionale. Mancano, secondo i sindacati, protocolli uniformi di attivazione e un vero modello integrato di prevenzione e monitoraggio. Un allarme rilanciato anche dagli enti parco. Il direttore del Parco naturale di Ugento, Francesco De Franchi, ha denunciato l’assenza di finanziamenti certi a inizio anno e la mancanza di una pianificazione antincendio per le aree protette. Una situazione che costringe spesso i Comuni ad anticipare fondi per garantire interventi. Sul fronte dei controlli, i Carabinieri forestali hanno intensificato la vigilanza sulle fasce di protezione obbligatorie. Nel 2025 sono state elevate circa 1.400 sanzioni per oltre un milione di euro. Nei primi dieci giorni di giugno 2026 sono già scattate 47 nuove contestazioni e il numero è destinato a crescere rapidamente. Emerge quindi una fotografia chiara: il problema non è solo la quantità delle risorse stanziate, ma la capacità di trasformarle in una rete realmente coordinata ed efficiente.