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Taranto, l’allarme sui fondi per la transizione: «Il rischio è investire senza creare occupazione»

La denuncia del sindacato sulla bozza dell’avviso da 60 milioni per le Pmi: le risorse devono essere vincolate alla creazione di posti di lavoro»

Taranto, l’allarme sui fondi per la transizione: «Il rischio è investire senza creare occupazione»

«Il Just transition fund rischia di finanziare investimenti senza creare nuova occupazione». La Cgil-Taranto a testa bassa sulla bozza dell’avviso regionale da 60 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese. Le osservazioni sono state inviate alla Regione Puglia dopo il vertice della settimana scorsa.

«L’avviso della Regione per piccole e medie imprese tradisce la mission del Fondo europeo sul fronte dell’occupazione», spiega Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della sigla e componente del comitato di sorveglianza del Programma nazionale Jtf Italia.

Secondo il sindacato, le risorse dovrebbero essere vincolate alla creazione di posti di lavoro o, almeno, prevedere criteri premiali per le imprese che assumono. «Comprendiamo la necessaria flessibilità di un avviso rivolto prevalentemente a imprese piccole – prosegue – ma anche qui va prevista la condizione che le risorse vengano date se le aziende assumono. Almeno si potrebbero mettere dei criteri premiali invece di lasciare mano libera».

La Cgil contesta inoltre che la condizionalità si fermi alla realizzazione dell’investimento, senza un riferimento all’occupazione. «Chiediamo che tra i presupposti indispensabili ci sia l’incremento occupazionale», sottolineano D’Arcangelo e Tecla Livi, componente del comitato di sorveglianza. Il sindacato chiede anche che siano applicati i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.

Sul fronte ambientale, infine, la Cgil ritiene insufficiente il 10% previsto dalla bozza per investimenti coerenti con ambiente e innovazione. «Il vincolo dell’investimento green va alzato almeno al 30%, anziché al 10% previsto dalla bozza dell’avviso».

Le osservazioni sono state trasmesse a Regione, Puglia Sviluppo e struttura responsabile del Jtf. Replica l’assessore competente, Eugenio Di Sciascio: «Come sempre riceviamo con favore le proposte e anche le critiche delle associazioni di categoria con cui cerchiamo di mantenere un dialogo sempre aperto. Per quanto riguarda le obiezioni sollevate da Confartigianato circa l’ultimo stanziamento di risorse destinate alla formazione, é utile forse ribadire che i progetti approvati richiamano un vecchio avviso del 2024 a cui non potevamo non dare seguito anche visto l’impatto economico e occupazione sugli enti formativi che vi avevano partecipato. Tantissime sono le qualifiche previste e gli ambiti di applicazione, dall’agricoltura, all’informatica, al turismo, all’elettronica. Settori dove pure esiste richiesta di manodopera qualificata. Peraltro l’offerta è varia e saranno gli eventuali corsisti a scegliere le qualifiche di interesse. Ove esse non riscuotessero interesse gli specifici corsi non potranno essere attivati. Per le aziende che necessitino di aggiornamento professionale inoltre è aperto a sportello un bando specifico per formazione interna. Detto questo non resteremo sordi alla proposta di Confartigianato e già siamo a lavoro per aggiornare il catalogo delle qualifiche che non viene modificato da quasi dieci anni, con una nuova procedura semplificata proprio per rispondere alla domanda del mercato del lavoro. E nell’ambito di questa attività , come già avevamo scritto nel nostro programma, partiremo da quel censimento dei fabbisogni delle imprese e dalla profilazione dei lavoratori interessati, così da favorire un incrocio di domanda e offerta del lavoro che serve alla nostra Regione a beneficio di imprese e di chi il lavoro lo cerca».