Home » Bari » Bari, il turismo cresce: aumentano arrivi e pernottamenti. Ma sono sempre più i soggiorni “low cost”

Bari, il turismo cresce: aumentano arrivi e pernottamenti. Ma sono sempre più i soggiorni “low cost”

I dati di Paytourist smentiscono il calo paventato dagli operatori a luglio. Ma il settore extralberghiero segnala nuove tendenze e criticità

Bari, il turismo cresce: aumentano arrivi e pernottamenti. Ma sono sempre più i soggiorni “low cost”

Bari si appresta a vivere la settimana clou dell’estate partendo da ottimi dati di presenze turistiche. Secondo i dati raccolti da Payturist, la piattaforma online usata dal Comune per semplificare la gestione dell’imposta di soggiorno e la regolamentazione del settore turistico, tra il 1° gennaio e il 7 agosto 2025, il territorio comunale ha registrato 630.955 arrivi e 1.467.568 pernottamenti complessivi; mentre tra il 1° gennaio e il 7 agosto 2026, si sono registrati 730.890 arrivi e 1.773.429 pernottamenti.

Gli arrivi sono aumentati quindi del 15,84 per cento, mentre i pernottamenti sono cresciuti del 20,84 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.

«Il turismo a Bari cresce e le preoccupazioni di alcune strutture ricettive del mese di luglio e il calo che paventavano i dati a consuntivo dimostrano il contrario – afferma Pietro Petruzzelli, assessore al Turismo, al Commercio e alla Blue Economy del Comune di Bari -. La città si conferma attrattiva».

Gli esperti di settore, hanno però notato una nuova tendenza. «Negli ultimi due anni abbiamo visto cambiare profondamente il modo di fare turismo – racconta Giovanna Castrovilli, presidente Extralberghiero Confcommercio Bari – Bat e presidente dell’associazione Aetb -. Gli ospiti preferiscono sempre più appartamenti indipendenti, anche per contenere le spese, e questo ha portato a una crescita del turismo low cost, del “mordi e fuggi” e delle prenotazioni last minute. Si spende meno anche sul territorio: molti preferiscono fare la spesa e cucinare in appartamento piuttosto che andare al ristorante. Questa trasformazione comporta anche una maggiore frammentazione dell’offerta e rende più difficile per gli operatori organizzare l’accoglienza. Il problema, infatti, non è solo trovare un alloggio, ma riuscire a offrire agli ospiti una città e un territorio capaci di rispondere alle loro esigenze».

Non mancano le lamentele. «Purtroppo, ci troviamo ancora di fronte a un turismo prevalentemente balneare, ma con un’offerta che non è adeguata alla domanda. La chiusura di Torre Quetta e le problematiche di Pane e Pomodoro hanno ridotto ulteriormente le possibilità per i nostri ospiti – continua Castrovilli -. Ci sono poi le questioni legate alla sicurezza e al decoro urbano. Alcuni nostri associati sono stati costretti ad accompagnare i propri clienti in Questura dopo episodi di furto. La città appare sempre più sporca e questo malcontento arriva direttamente dagli ospiti e si riflette anche nelle recensioni che lasciano online».