«È una discriminazione, è una forma di razzismo che noi combatteremo». Con queste parole l’assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia, Silvia Miglietta, ha definito l’iniziativa annunciata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dal palco della festa di Gioventù nazionale a Roma, relativa al tetto agli studenti stranieri nelle classi.
Miglietta ne ha parlato a margine del convegno “Scuola di comunità. La scuola come presidio civico e motore di comunità” che si è svolto stamattina nella Fiera del Levante a Bari. L’intervento dell’assessora regionale pugliese segue quello del governatore Decaro che, con un post sui social, aveva commentato le dichiarazioni della premier già ieri sera.
«Parliamo di scuole di comunità – ha aggiunto l’assessora pugliese – quindi di presidi culturali sui nostri territori, queste scuole sono aperte per definizione, lo sono perché prima di tutto lo dice la nostra Costituzione».
Decaro: «La scuola contrasti le discriminazioni»
A margine del convegno in Fiera del Levante, anche il presidente Decaro è tornato sull’argomento: «Nella mia precedente esperienza da sindaco – dice – nelle scuole di Bari ho incontrato solo bambini felici, felici di giocare, felici di crescere insieme. Non ho mai guardato all’etnia di quei ragazzi, al colore della pelle e soprattutto non lo hanno mai fatto loro. Credo che la scuola sia proprio il luogo in cui vanno contrastate le discriminazioni e l’idea di minoranza».
Il governatore pugliese ha sottolineato che «per noi la scuola non è soltanto un’infrastruttura fisica, è un’infrastruttura civica che serve a far crescere i ragazzi, non solo a studiare, a conoscere la storia, la matematica, la geografia». La scuola, ha proseguito, «è il luogo dove, grazie ai docenti, i ragazzi scoprono le loro inclinazioni naturali, dove si formano i cittadini di domani, quindi per noi è un luogo prezioso che va custodito e animato».
Decaro ha ricordato che «ci sono circa duemila scuole nella nostra regione, con 500mila alunni. Quelle scuole sviluppano una superficie di quasi dieci milioni di metri quadri che servono anche in orario extra a fare comunità, a stare insieme, a creare relazioni, a contaminare le attività scolastiche con le attività che si tengono nei quartieri. Ci sono esperienze importanti nate spontaneamente e le vogliamo mettere insieme perché possano diventare, in collaborazione con la Regione, buone pratiche per tutti».
