Fronte comune delle grandi metropoli italiane contro lo schema del nuovo Codice della Strada approvato dal Consiglio dei Ministri e attualmente all’esame del Parlamento e della Conferenza Unificata. Gli assessori alla Mobilità di Bari (Domenico Scaramuzzi), Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e il delegato ANCI Vito Parisi hanno sottoscritto una dura nota congiunta per chiedere una riscrittura profonda del testo, denunciando il rischio di indebolire gli strumenti di sicurezza urbana.
La nota
Nel mirino degli amministratori locali c’è innanzitutto il ridimensionamento della tutela della vita umana come finalità primaria della norma, sostituita dall’esigenza della “libera circolazione” dei veicoli. I Comuni contestano un marcato accentramento dei poteri in capo al Ministero, che limiterebbe l’autonomia locale imponendo rigidi vincoli all’istituzione delle “Zone 30” nei quartieri e all’uso dei dispositivi di rilevamento della velocità, oltre alla riduzione degli importi delle sanzioni per gli eccessi di velocità in ambito urbano.
La protesta investe anche le tutele per gli utenti vulnerabili – con l’introduzione dell’obbligo per i pedoni di accertarsi di essere stati visti prima di attraversare e l’indebolimento delle distanze minime di sorpasso per i ciclisti – e la gestione della sosta e delle ZTL, dove l’accesso libero e incondizionato concesso ai veicoli elettrici ed ibridi priva le città di un fondamentale fattore di regolazione del traffico. Vengono inoltre censurate la mancata autorizzazione all’uso di telecamere da remoto per sanzionare chi guida usando lo smartphone e la riduzione a 45 giorni dei tempi di notifica delle multe, misura che rischia di cancellare verbale e deterrenza per soffocamento burocratico degli uffici.
«La nuova proposta si è trasformata in una riscrittura di 293 articoli gestita dagli uffici ministeriali senza un preventivo tavolo di confronto con i Comuni e le Polizie Locali che devono applicare le regole sul campo – conclude il documento congiunto –. Chiediamo un confronto istituzionale immediato per rimettere al centro della riforma la salvaguardia della vita e la sicurezza stradale».
