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In piazza la festa per il Primo maggio, mentre crescono crisi e mobilitazioni

Rimettere il lavoro al centro, garantendo dignità, sicurezza e prospettive. È questo il messaggio che attraversa il Primo Maggio in Puglia. Sia le analisi economiche che le posizioni sindacali convergono nel descrivere una realtà fatta di segnali positivi ma anche di criticità ancora profonde. Nello specifico, i dati elaborati da Confartigianato Puglia delineano un quadro…
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Rimettere il lavoro al centro, garantendo dignità, sicurezza e prospettive. È questo il messaggio che attraversa il Primo Maggio in Puglia. Sia le analisi economiche che le posizioni sindacali convergono nel descrivere una realtà fatta di segnali positivi ma anche di criticità ancora profonde. Nello specifico, i dati elaborati da Confartigianato Puglia delineano un quadro in chiaroscuro.

Tra il 2021 e il 2025 l’occupazione è aumentata del 7,8 per cento, ma il tasso di occupazione resta fermo al 55,2 per cento, distante dalla media nazionale del 67,6 per cento e da quella europea del 76,1 per cento. «Il lavoro è cresciuto, tuttavia, il divario resta ancora troppo ampio», sottolinea il presidente regionale dell’associazione di categoria, Michele Dituri.

Gli altri aspetti

Sul fronte sindacale, il Primo Maggio diventa anche un’occasione per rilanciare richieste strutturali. «Questa giornata rappresenta un momento di responsabilità collettiva», dice il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, che richiama l’attenzione su occupazione giovanile e femminile, precarietà e salari insufficienti. Forte anche il tema della sicurezza: «Non è più tollerabile – ribadisce Castellucci – continuare a registrare morti sul lavoro. In Puglia persistono criticità strutturali che bisogna affrontare attraverso un approccio partecipativo».

Per la Cisl è, dunque, necessario rafforzare prevenzione, controlli e formazione, oltre a contrastare il lavoro povero e il dumping contrattuale. Centrale resta il nodo della precarietà, insieme alla necessità di percorsi concreti di stabilizzazione. Dura anche la posizione della Cgil Puglia. «Il territorio è attraversato da decine di crisi che mettono a serio rischio migliaia di posti di lavoro», sostiene la segretaria generale Gigia Bucci, evidenziando le criticità di un modello fondato su un’occupazione precaria e a basso valore aggiunto.

«Non è così che si costruisce sviluppo o si trattengono i giovani», avverte Bucci, chiedendo politiche mirate capaci di sostenere salari e rilanciare i settori industriali. In tutta la regione, le manifestazioni previste oggi, da Cerignola a Trani, da Francavilla Fontana a Palagianello fino a Santeramo in Colle e Taviano, segnano una giornata di mobilitazione e riflessione. Il messaggio condiviso è chiaro: senza interventi strutturali e una strategia condivisa, la crescita in Puglia rischia di restare fragile.

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