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I dem pugliesi contro la convention FdI a Bari. De Santis: «Un’offesa alla città, non porterà bene a Meloni» – L’INTERVISTA

De Santis: «Il Pd è il primo partito in Puglia da 4 anni in tutte le elezioni, questo comporta una grande responsabilità»

I dem pugliesi contro la convention FdI a Bari. De Santis: «Un’offesa alla città, non porterà bene a Meloni» – L’INTERVISTA

Dal 2023 guida il Partito democratico pugliese, dopo l’intesa tra le varie correnti Dem e da novembre scorso è approdato tra gli scranni dell’assemblea regionale di via Gentile. Ora si appresta a inaugurare la Festa dell’Unità, in programma a Martina Franca dal 1 settembre.

Segretario che senso ha fare una festa dei democratici in Puglia? E soprattutto che senso ha militare oggi nel Pd?

«Si ritrova la nostra comunità attorno alle nostre idee e battaglie politiche di giustizia sociale, di eguaglianza, di diritti. Sarà una festa di popolo in cui incontrare e confrontarsi con gli esponenti nazionali del partito, delle altre forze del centrosinistra, con gli amministratori locali e i militanti del Pd, che sono la nostra anima. Non mancherà la festa e la musica. Essere iscritti al Pd vuol dire impegnarsi nelle sfide fondamentali e urgenti del nostro tempo, per un lavoro giusto e dignitoso, la crescita dei territori, la sanità e la scuola pubblica, la legalità».

Questa quarta edizione arriva dopo il cambio di presidenza alla Regione, con il civismo che ha cambiato nome e referenti, il Pd che ruolo assume?

«Il Pd è il primo partito in Puglia da 4 anni in tutte le elezioni, questo comporta una grande responsabilità nell’ambito della coalizione e nei confronti dei cittadini. Siamo la forza di Governo che ha cambiato questa terra, abbiamo dimostrato di essere capaci di rigenerarci e di rinnovare la nostra classe dirigente, di aprirci alla parte più dinamica della società pugliese».

Durante la sei giorni di Martina Franca, Meloni sarà a Bari a celebrare il Governo più longevo della Repubblica, perché in Puglia si vince da oltre 20 anni e a Roma si perde?

«L’insegnamento di Franco Cassano di pensare a un Sud che si autogoverna in autonomia con una propria idea di sviluppo dentro un Mediterraneo di Pace ha creato la primavera pugliese. Una visione di Puglia moderna, democratica e libera, venuta fuori da una stagione che ha avuto protagonisti Vendola, Emiliano e Decaro. Senza di loro la Puglia sarebbe rimasta l’Emilia nera di Tatarella. Il Pd ha raccolto questa importante eredità e ne ha fatto un manifesto a cui si ispira. La Puglia della Pace di don Tonino Bello e dei bollenti spiriti di Guglielmo Minervini».

E la Puglia che ruolo assume alle prossime politiche, può essere l’ago della bilancia tra destra o sinistra?

«La Puglia con la Campania devono essere le regioni che guidano una idea diversa di Sud, che lottano contro l’autonomia differenziata e per un welfare che sia uguale alle regioni più ricche del paese. Per questo il 2 settembre Decaro e Fico saranno insieme sul palco. Dal buon Governo del Mezzogiorno deve partire la sfida per battere la destra».

Fate una festa, come dite, per tornare nelle piazze e dialogare con i cittadini, ma non sarebbe meglio iniziare introducendo le preferenze senza nomi bloccati?

«Fossimo al governo del paese lo avremmo già fatto, la pantomima della maggioranza sulle preferenze prende in giro gli italiani. Con il loro emendamento solo il 25% dei parlamentari sarà eletto con le preferenze. Ma prima di ogni riforma elettorale ci sono le urgenze vive dei cittadini da affrontare, il costo della benzina, l’inflazione galoppante, i bassi salari».

Il campo largo, inaugurato a Foggia, ha mostrato qualche crepa. Meglio una coalizione somma di partiti o partiti in coalizione verso un obiettivo comune che non può essere solo combattere la destra?

«La Puglia è la regione dove le forze progressiste governano insieme più comuni in Italia. Siamo testardamente unitari come dice la nostra segretaria Elly Schlein. Sconfiggere la destra vuol dire avere e affermare una visione alternativa, un modello valoriale differente e ispirato ai principi costituzionali di democrazia, sussidiarietà e unità. Mentre la destra vuole spaccare l’Italia con l’autonomia differenziata, indebolire scuola e sanità pubblica, lasciare indietro i territori più fragili. Dimostreremo che dal Sud e dalla Puglia riparte il Paese e che restare a lungo al governo non equivale ad avere fatto bene. Il Governo Meloni ha perso il contatto con la realtà, non guarda in faccia più gli italiani che sono in difficoltà economica nonostante lavorano. Oramai non è povero solo chi è senza lavoro ma anche chi lavora con uno stipendio misero».

A proposito ritiene che al Governo ci siano i fascisti? E se lo ritiene non è un’offesa fare una festa il 4 settembre a Bari, città “voce libera” contro il fascismo?

«Chi è al governo giura sulla Costituzione e la nostra Costituzione è antifascista. Ma in giro, sparsi in ogni angolo di mondo, ci sono “apostoli” dei nuovi fascismi e nazionalismi. Vanno combattuti e sconfitti con la forza della democrazia. Bari è medaglia d’oro al merito civile per essere stata la prima città a liberarsi dal fascismo il 9 settembre del ’43. E da Bari, dalla Puglia ci libereremo del peggior governo di destra d’Europa. Non so se porterà bene a FdI la convention».

A settembre il Governo annuncia una soluzione per l’ex Ilva, ha ancora senso tenere aperto uno stabilimento che inquina, provoca lutti e precarietà lavorativa? Insomma, il Pd pugliese che posizione ha sull’ex Ilva?

«La politica deve avere l’umiltà di ascoltare Taranto, sia quando applaude sia quando protesta. Il Pd è per una decarbonizzazione vera e rapida, che metta insieme salute, ambiente e lavoro. Non possiamo continuare con un modello produttivo che ha fatto pagare alla città un prezzo troppo alto, ma neppure lasciare lavoratori e famiglie senza futuro. Servono bonifiche, reindustrializzazione e tempi certi per costruire una nuova prospettiva per Taranto».

Decaro annuncia provvedimenti e aumenta le tasse sulla sanità. Gemmato lo accusa di essere troppo sui social e fare poco per risolvere i problemi. I pugliesi cosa devono aspettarsi?

«Tutte le regioni italiane sono in deficit perché il Governo non mette le risorse sufficienti sulla sanità. Gemmato deve mettersi d’accordo con il suo Ministro che chiede giustamente 5 miliardi in più per la sanità, con quelle risorse la Puglia non sarebbe in deficit. La Basilicata proprio ieri ha aumentato il ticket a 2,5 euro a ricetta, una manovra draconiana pesantissima per i cittadini lucani. Noi faremo il nostro, con la riduzione delle spese, l’individuazione di eventuali sprechi e un’attenzione costante alla macchina amministrativa che porteranno la Puglia fuori da questa situazione. Siamo in grado di farlo e lo dimostreremo».

Da qui fino alle politiche quale dev’essere il cronoprogramma della Regione? Quali le priorità per il Pd?

«Dobbiamo rendere la Puglia sempre più competitiva intervenendo sulle principali leve di sviluppo: l’innovazione tecnologica; gli strumenti finanziari per le imprese; la promozione di un’offerta turistica che sappia mettere in rete territori e persone; un modello produttivo sostenibile che valorizzi e rispetti ambiente e paesaggio».