Arriva un nuovo semaforo rosso per Michele Emiliano. La Terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) ha infatti rigettato anche la seconda proposta relativa alla richiesta di aspettativa dell’ex governatore, chiudendo di fatto le porte a un suo possibile incarico come consulente della presidenza della Regione Puglia.
A far trapelare la notizia nel tardo pomeriggio di oggi sono state fonti interne allo stesso Csm. Tuttavia, il futuro professionale dell’ex presidente pugliese fuori dalle aule di giustizia non è ancora del tutto tramontato. Sul tavolo di Palazzo dei Marescialli resta infatti un’ulteriore opzione: la proposta di nominare Emiliano quale consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro.
L’iter per questa alternativa, però, non è affatto scontato. Secondo quanto appreso, la commissione del Csm ha richiesto formalmente al presidente dell’organismo parlamentare specifiche precisazioni sulle motivazioni che renderebbero necessaria la consulenza dell’ex governatore. Solo una volta acquisite queste integrazioni, si procederà a richiedere l’assenso formale del diretto interessato.
In ogni caso, qualora i chiarimenti dovessero arrivare, la proposta dovrà essere nuovamente vagliata dalla commissione del Csm per poi approdare, in caso di esito positivo, al voto definitivo del plenum. L’attesa di Emiliano per conoscere il proprio destino, dunque, continua.
«La politica? Sembrava di stare in una lavatrice»
A margine della presentazione del suo primo libro, intitolato ‘L’alba di San Nicola’ e svoltasi presso la libreria Feltrinelli di Bari, l’ex governatore ha tracciato un bilancio a cuore aperto del suo presente, rispondendo alle curiosità dei cronisti sul suo domani professionale e personale.
A chi gli chiede se avverta la mancanza del potere e dell’agone politico, Emiliano risponde in modo netto: «Assolutamente non mi manca, devo essere sincero. Ho avuto una responsabilità molto pesante per tanti anni. Mi sembrava di stare in una lavatrice, di guardarvi dall’oblò; adesso, invece, ho finalmente avuto persino il tempo di scrivere un romanzo».
Nonostante il momentaneo allontanamento dai ruoli di vertice, lo sguardo dell’ex governatore resta rivolto ai grandi temi collettivi. «Non sono particolarmente preoccupato del mio futuro – ha precisato –, sono preoccupato del futuro di un’idea della nostra comunità che deve resistere, andare avanti e diventare sempre più forte. E per comunità non intendo solo la Puglia o l’Italia, mi riferisco a un’umanità intera che deve prendere in mano il proprio destino attraverso la democrazia e la partecipazione».
Un monito che si accompagna a una riflessione critica sull’attuale assetto globale: «Siamo nelle mani di gente che ragiona secondo criteri che non sono quelli della stragrande maggioranza delle persone. Mi auguro che questo futuro possa essere costruito dalla politica».
Il suo orizzonte esistenziale, chiarisce Emiliano, «è quello di essere possibilmente sempre me stesso, qualunque cosa mi capiti di fare». Alla domanda su dove si veda da qui a due anni, l’ex presidente cede all’ironia, vestendo i panni del papà: «Sicuramente in qualche asilo a portare mia figlia».
Poi torna serio e conclude con un augurio personale: «Spero di stare bene, di poter continuare a lavorare e a parlare delle cose che sono state la passione di tutta la mia vita. Voglio continuare a dare una mano a ciascuno di voi, perché è quello che ho fatto in tutta la mia esistenza: ho cercato di dare una mano agli altri. Spero di esserci riuscito, almeno in parte».









