Enzo Augusto, noto avvocato barese, dopo aver sostenuto con il comitato degli avvocati le ragioni del «no» al referendum, ora, a titolo del tutto personale, sul suo profilo social, interviene sulla bocciatura del Consiglio superiore della magistratura all’ipotesi di collocamento fuori ruolo per Michele Emiliano. L’ex governatore non potrà svolgere la funzione di consulente giuridico del presidente della Regione e quindi dovrà tornare a indossare la toga. D’altronde lui non si è mai dimesso dalla magistratura. E allora, dice Augusto, «Salvate il soldato Emiliano» riprendendo il titolo di un noto film.
Avvocato può spiegare meglio il suo pensiero, al di là della metafora cinematografica?
«Vorrei che fosse chiaro che il mio è un aiuto a Emiliano. Un contributo a trovare una via d’uscita ad un impasse che sta diventando antipatico. Un suggerimento per un percorso onorevole. Non un ripiego ma una soluzione ragionevole ed in linea con il suo restare giudice. Reindossare la toga – sottolinea Augusto – sarebbe un gran gesto anche sotto il profilo dell’immagine e della comunicazione. Emiliano è comunque una personalità importante. Il mio è un suggerimento di chi gli vuole bene».
Insomma la decisione del Csm, Emiliano dovrebbe accettarla tranquillamente?
«È una scelta che gli farebbe onore, lui sostanzialmente ha sempre voluto rimanere magistrato. Giannico Carofiglio a un certo punto, quando ha cominciato a fare politica si è dimesso dalla magistratura. Lui invece ci ha tenuto sempre a rimanere magistrato e la cosa gli fa onore. Mi sembra una cosa naturale che onestamente sul piano dell’immagine e della comunicazione sarebbe importantissimo».
Lei sa bene però che in Italia ci sono politici molto attaccati alla poltrona, una volta seduti.
«In Italia c’è anche un altro problema, cioè che i politici lo sono a vita. Nelle altre nazioni uno fa politica per alcuni anni poi torna a fare il suo mestiere. Invece da noi diventa un incarico a vita. Poi per Emiliano c’è la prospettiva di essere candidato al Parlamento. In fondo si tratta di un anno e mezzo, cosa c’è di meglio che andare a fare il giudice, insomma».
Insomma dimostrerebbe di non essere attaccato alla sedia. ù
«Anche perché la sedia non ce l’ha. È una vicenda anche un poco antipatica. Io non sono mai stato uno dei suoi fans, però Emiliano è una persona per bene, uno che ha fatto la storia di Bari e della Regione Puglia».
Circola l’ipotesi di un suo ritorno, come assessore, cioè in giunta.
«Uno che ha fatto il presidente, che è stato assiso sul trono, si accontenta dello strapuntino? Poi lui la prospettiva ce l’ha. Gli hanno fatto promesse, aspettative. Però ha una via d’uscita così bella».
Quindi «Salvate il soldato Emiliano» significa proprio lasciatelo tornare alla magistratura?
«Certo chi è in grado di consigliarlo, lo consigli in questa direzione insomma. Tutti quanti abbiamo interesse all’immagine di Emiliano. Mi sembra che sia la migliore soluzione».










