Se in politica esistessero le scommesse come per le gare equestri, certamente converrebbe puntare su Matteo Renzi, secondo alcuni. E’ un cavallo di razza, assicurano, sempre capace di sorprendere. Con manovre che all’inizio possono sembrare azzardate, ma che poi si rivelano il segreto del suo successo. Come quando nel 2019 uscì dal Pd, di cui era stato segretario, per fondare «Italia Viva», pronta adesso a cambiare pelle, ma non sostanza, e a trasformarsi in «Casa riformista».
L’alternativa per chi non si riconosce nei dem guidati da Elly Schlein e nelle posizioni del M5s di Giuseppe Conte, ma con l’intenzione di rimanere nel perimetro del campo progressista. E pare che la fila per bussare alla porta di questa «Casa» sia veramente lunga. A farlo sono prevalentemente gli esponenti di quel civismo, soprattutto vicini all’ex governatore Michele Emiliano, che tanto ha contribuito alle vittorie del centrosinistra in Puglia e che ora cercano un contenitore politico.
Non solo in provincia di Lecce o Taranto, dove, rispettivamente, si sono prenotati due «big» come gli ex assessori regionali Alessandro Delli Noci e Gianfranco Lopane. Fermenti si registrano anche nella provincia di Bari. Lo dimostra il recente ingresso nella creatura renziana di componenti apicali del Consiglio comunale di Santeramo in Colle, due assessori e due consiglieri, guidati dalla vicesindaca, Doriana Giove.
Per comprendere a pieno il terreno in cui «Casa riformista» intende seminare, basti guardare al caso Conversano. Qui, i renziani hanno un loro candidato sindaco, Mario Loiacono e, tra le liste che lo sostengono c’è anche «Per». Si tratta dell’organizzazione civica che è stata presente alle ultime regionali a sostegno del presidente Antonio Decaro e che ha portato all’elezione in Consiglio di Sebastiano Leo, assessore al Bilancio, Ruggiero Passero, Saverio Tammacco e Antonio Tutolo.
Proprio con alcuni di loro – nonché con altri non eletti della lista «Per» – pare siano in corso importanti interlocuzioni, portate avanti da Renzi in persona e dal suo vice Davide Faraone e, chissà, probabilmente sostenute anche dall’attuale governatore, che con l’imprevedibile fiorentino ha da sempre un ottimo rapporto.
Tornando a Bari, se per le prossime amministrative (24 e 25 maggio), le manovre renziane si sono concluse portando, tra le altre cose, alla presenza del simbolo nei comuni di Molfetta e Corato, lo sguardo è rivolto alle future urne comunali, quelle del 2027. Qualcosa bolle in pentola già a Gravina e Terlizzi, dove si potrebbe assistere a traslochi politici nei prossimi mesi.
Lo si capirà anche in occasione di «Primarie delle idee – Bari», l’iniziativa prevista a giugno e organizzata dal presidente provinciale di Iv, Stefano Franco, che è stato tra i primi ad aderire al progetto renziano, candidato alle politiche del 2022 e alle ultime comunali baresi. Il modello è quello dell’omonimo evento romano voluto da Renzi per la costruzione dell’alleanza di centrosinistra in vista delle politiche del 2027.
Certo è che Roma guarda con grande interesse alla provincia barese e alla Puglia. Prova ne è il tour di Farone in Puglia, il 12 e il 13 maggio, cui seguirà quello dell’ex ministra Teresa Bellanova.










