La discussione legata al buco nei conti della sanità pugliese continua a tenere banco. Paolo Pagliaro, capogruppo dei FdI in via Gentile, chiarisce il suo punto di vista sull’argomento.
Quali sono le vere ragioni del buco nella sanità in Puglia?
«Due parole: mala gestio. Il deficit nel 2025 è esploso per omesso controllo e perché la sanità in Puglia è stata strumentalizzata, calpestando il diritto alle cure dei cittadini per fare campagna elettorale e inaugurazioni farlocche. Vogliamo parlare dell’ospedale di Monopoli-Fasano o delle sale operatorie dei Riunti di Foggia, ancora chiusi o da collaudare? La voragine da 350 milioni dimostra che i bilanci della sanità sono diventati un buco nero di clientele e di sprechi, grandi e piccoli: spesa sanitaria incontrollata e nessuno chiamato a renderne conto, appalti e consulenze agli amici degli amici, gente imboscata, macchinari nuovi acquistati e mai installati, ristrutturazioni a metà… L’elenco è lungo, e basterebbe mettere in colonna gli sperperi che ho denunciato nelle mie ispezioni negli ospedali e nei presidi territoriali per tirare le somme di una gestione scriteriata. Ecco perché il centrodestra, unito, chiede una Commissione d’indagine per far luce sulle responsabilità. Non vogliamo un tribunale d’inquisizione, ma è giusto che vengano fuori nomi e cognomi di chi ha portato la sanità regionale in profondo rosso».
L’aumento delle tasse è la soluzione per ripianare il deficit?
«Assolutamente no. È ingiusto far pagare ai cittadini gli errori di chi li ha malgovernati: è come sbafarsi al ristorante e presentare il conto a chi non si è neppure seduto a tavola. L’aumento dell’addizionale Irpef è una mannaia che ci colpirà tutti, calata dall’alto per fare cassa e cercare di mettere una toppa ad un buco spaventoso».
Il commissariamento sarà la chiave di svolta?
«È l’altra faccia della “cura” del governo Decaro: da una parte più tasse, dall’altra meno servizi. Commissariamento vuol dire tagli, e temo che le forbici andranno a colpire reparti e prestazioni già carenti, indebolendo ulteriormente la sanità territoriale già picconata dai governi Emiliano e Vendola. Noi chiediamo un risanamento dei conti dettato da buonsenso e rigore, non tagli indiscriminati».
Perché il centrosinistra sostiene che ci sono responsabilità del Governo nazionale?
«È vero esattamente il contrario: il Governo Meloni ha aumentato le risorse per la sanità. Il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale destinato alla Puglia ha registrato un incremento negli ultimi anni, passando da circa 8,093 miliardi nel 2022 a oltre 8,6 miliardi nel 2025. Il problema non è “quanto” la Puglia ha ricevuto, ma “come” lo ha speso. Proprio mentre le risorse aumentavano, i conti sono peggiorati anche perché sono state introdotte norme regionali che hanno ostacolato l’attuazione del piano di rientro, a differenza di altre Regioni del sud che ne sono uscite come Calabria e Campania. Questo è il fallimento gestionale del centrosinistra che governa la Puglia da oltre vent’anni. I numeri non mentono».










