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Aumento dell’Irpef in Puglia, il centrodestra avvia la raccolta firme contro la decisione della Regione

Manifestazioni in varie città della Puglia contro il provvedimento della Regione per ripianare il deficit sanitario. Preoccupano i debiti del 2026

Aumento dell’Irpef in Puglia, il centrodestra avvia la raccolta firme contro la decisione della Regione

Il centrodestra pugliese si mobilita contro l’aumento dell’addizionale regionale Irpef deciso dalla Regione Puglia. Già da ieri è partita la raccolta firme che proseguirà per tutta la giornata di oggi. L’iniziativa si inserisce nella più ampia campagna regionale promossa dai partiti di opposizione dopo la firma dei decreti con cui il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha reso operativo l’aumento delle addizionali Irpef. Un provvedimento collegato alla necessità di contribuire al ripiano del disavanzo della sanità pugliese, che nel 2025 ha raggiunto i 349 milioni di euro.

La battaglia

Secondo i promotori della mobilitazione, la scelta della Regione rischia di gravare ulteriormente su famiglie, lavoratori dipendenti, pensionati, professionisti e imprese già alle prese con il caro vita e con le difficoltà economiche degli ultimi anni. «Non è accettabile che inefficienze amministrative e problemi di gestione della sanità regionale vengano scaricati direttamente nelle tasche dei pugliesi attraverso nuove tasse», sostengono le forze politiche del centrodestra.

Dopo la manifestazione svoltasi mercoledì scorso davanti alla Presidenza della Regione a Bari, la protesta è approdata dunque nelle principali piazze pugliesi con gazebo e raccolte firme. L’obiettivo è raccogliere adesioni per chiedere il ritiro dell’aumento dell’Irpef, ma anche per sollecitare maggiore trasparenza sulla gestione della sanità regionale. Tra le richieste avanzate dal centrodestra figurano la convocazione di un Consiglio regionale monotematico dedicato ai conti della sanità e l’istituzione di una Commissione d’indagine che faccia luce sulle cause del deficit e sulle eventuali responsabilità amministrative.

I partiti promotori chiedono inoltre che il Governo regionale e i direttori generali delle Asl, degli Irccs e delle aziende ospedaliere riferiscano pubblicamente sulle ragioni che hanno portato al disavanzo. «Noi chiediamo un cambiamento radicale della gestione della sanità in Puglia, e siamo fortemente preoccupati per il buco di 90 milioni già accumulato nel primo trimestre 2026. La nostra battaglia contro le tasse è solo all’inizio», affermano i consiglieri di centrodestra che invitano cittadini, famiglie, commercianti, lavoratori e associazioni a recarsi ai banchetti per sostenere l’iniziativa.